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BOLZANO. In stato di arresto è rimasto solo l’accoltellatore, Valter Hyseni, l’albanese di 23 anni che sabato mattina verso le 4.50 ha colpito con una fendente all’addome un militare in servizio a Vipiteno nel corso di una furibonda rissa. E’ successo, come noto, davanti alla discoteca «Rise» in zona industriale. Il giovane straniero ieri mattina è stato più volte vinto dall’emozione e della preoccupazione. Ha raggiunto l’aula dell’udienza in manette, sotto scorta, a testa bassa. Davanti al giudice Walter Pelino ha detto di non ricordarsi molti momenti di quella terribile mattinata ma ha confermato al giudice quanto aveva già raccontato in precedenza al proprio avvocato, Rudi Leoni. «Sono intervenuto in difesa di mio fratello, lo stava pestando...» L’udienza ha chiarito in via definitiva che non si è trattato di un tentato omicidio. Lo dimostrerebbero anche le immagini, probabilmente decisive, di una telecamera di sicurezza della discoteca che ha ripreso gran parte della rissa. Il filmato è in mano alla Procura della Repubblica.
A conclusione della deposizione di Valter Hyseni, il pubblico ministero Markus Mayr ha annunciato che la Procura intende procedere alla derubricazione dell’imputazione originaria. Da tentato omicidio si passerà a lesioni personali volontarie. Anche i referti medici hanno confermato che la coltellata inferta a Pasquale Parisi (militare di 28 anni) è stata una sola. Il giovane albanese avrebbe colpito alla cieca nel tentativo di difendere sè stesso e suo fratello. Non ci sarebbe stata, insomma, alcuna volontà di tentare di uccidere. Ieri mattina la deposizione dell’accoltellatore albanese è stata interrotta un paio di volte dalla tensione del giovane che è scoppiato in lacrime, disperato per quanto avvenuto.
Poi quando ha lasciato l’ufficio del giudice, ancora in manette e scortato dagli agenti penitenziari, è improvvisamente stramazzato al suolo per un cedimento nervoso. Il giovane ha perso conoscenza per qualche minuto e a palazzo di giustizia è stata fatta intervenire d’urgenza un’ambulanza del 118. Valter Hyseni ha comunque potuto lasciare il carcere. Il giudice (che ha convalidato tutti gli arresti) gli ha concesso gli arresti domiciliari presso l’abitazione dei genitori in via Druso. Attenderà a casa, dunque, la conclusione di tutti gli accertamenti della magistratura. Tutti gli altri arrestati (ai domiciliari con l’accusa di aver partecipato alla furibonda rissa) sono stati posti in libertà. Sono tornati dunque a casa anche i tre militari italiani arrestati oltre al secondo albanese coinvolto, il fratello dell’accoltellatore. Il racconto che i militari hanno reso al giudice è risultato molto diverso rispetto a quello dei due fratelli. Entrambi i gruppi raccontano di essere stati aggrediti e accusano la controparte di aver iniziano a menar le mani. «E’ evidente che qualcuno sta raccontando frottole» ha commentato il giudice che ora visionerà il filmato.
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