BOLZANO. Cinque profughi sono stati espulsi dal centro di via Macello dopo aver picchiato e mandato all’ospedale altri due rifugiati. Si tratta di cittadini afghani, che non potranno più entrare nell’ex caserma Gorio ai Piani. Ma gli espulsi si difendono: «Non è vero. Siamo stati aggrediti ed insultati. Ora siamo costretti a dormire sotto i ponti». Giornata movimentata, dunque, quella di ieri ai Piani, dove gli operatori dell’associazione Volontarius (che gestiscono il centro) non solo erano occupati a sottoporre a visite mediche i dieci nuovi arrivati, ma hanno anche dovuto fare i conti con una mini-protesta organizzata dagli espulsi - e i loro sostenitori - davanti ai cancelli della struttura.

La rissa sarebbe avvenuta qualche giorno fa, proprio a pochi passi dal centro. Una manciata di afghani - tutti immigrati “ordinari” e presenti all’interno dell’ex caserma da diversi mesi - avrebbe iniziato a litigare con alcuni connazionali. I motivi? C’è chi è sunnita e chi è sciita. C’è chi è pashtun e chi è hazara. E mentre per noi ad avere rilievo è soprattutto la nazionalità, per un afghano ha più importanza il gruppo etnico-linguistico del connazionale. In quest’occasione è scoppiata la rissa e due persone sono finite all’ospedale. La regola del centro è chiara per tutti: non bisogna creare problemi. E chi non la rispetta fa i conti con una sanzione disciplinare. I cinque immigrati, ritenuti gli autori del pestaggio, sono stati espulsi. «Non è vero», si difendono loro. Intanto, le due vittime hanno presentato denuncia in questura. La Mobile ha aperto un’indagine sulla vicenda per ricostruire i fatti. Ieri mattina Andrea Tremolada, coordinatore del centro, si è occupato anche dei dieci nuovi profughi eritrei sbarcati qualche giorno fa a Lampedusa: «Ci hanno raccontato che la situazione in Libia è fuori controllo». Tutti cercano di lasciare le coste pur di sfuggire non solo alla fame e alle guerre del loro paese d’origine ma anche alle torture delle milizie.

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