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BOLZANO. Li hanno individuati uno a uno grazie alle immagini delle telecamere presenti all’esterno dello stadio di Castelrotto. Nessun campo da calcio, ormai, può essere considerato un porto franco anche se le buone notizie si fermano qui.
I “tifosi” di Bologna e Spezia che ai piedi dello Sciliar hanno inscenato una gazzarra con tanto di sangue e botte, infatti, sono stati passati al setaccio da carabinieri e polizia e per otto di loro è scattato il Daspo, ovvero il divieto ad assistere a manifestazioni sportive per diversi anni su tutti i campi d'Italia. Di fatto la pena massima applicabile in ambito strettamente sportivo. L'autorità giudiziaria, poi, si occuperà degli aspetti penali della vicenda che è diventata un caso nazionale per la violenza degli ultras anche d'estate. Pure durante un’amichevole.
Per capire il grado di controllo che ormai attornia le partite di calcio basta elencare i numeri della sicurezza attorno all’evento di Castelrotto: erano sedici, difatti, gli uomini dell'Arma presenti al campo sportivo al comando di un ufficiale, coadiuvati dalla Digos e da agenti della questura di Bolzano che tengono costantemente sotto controllo l'ambiente delle tifoserie.
Un monitoraggio continuo che permette di far partire azioni mirate e piuttosto rapide anche all’interno dei feudi blindati delle tifoserie organizzate. Un lavoro capillare che ha portato le questure di Bologna e La Spezia a dare un nome agli otto facinorosi che hanno dato vita alla rissa. Va detto che tra Bologna e Spezia c’erano in sospeso diverse ruggini fin dal campionato scorso quindi il match era comunque tra quelli osservati con una certa attenzione dalle forze dell’ordine. Resta, comunque, il paradosso di tanta violenza per una partita di calcio in generale e per un’innocua sgambata preparatoria di luglio in particolare. (a.c.)
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