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BOLZANO. La festa era storica e la campionessa olimpica Tania Cagnotto aveva dispensato solo sorrisi mercoledì sera. A pochi minuti dalla gioia sul palco, però, in piazza Walther la tensione si è alzata in modo preoccupante. Durante il concerto, nei pressi dell'incrocio con via della Rena, è andata in scena una spedizione punitiva che ha acceso una violenta rissa tra cittadini afgani e albanesi. Due ragazzi, infatti, hanno avvicinato i poliziotti di servizio all'appuntamento sostenendo di essere stati aggrediti proprio quando un altro giovane si scagliava contro un coetaneo ferendolo. Tutto sotto gli occhi degli uomini della squadra volante della questura che, coordinati da Antonio Caliò, hanno immediatamente chiesto supporto ai colleghi e ai carabinieri di Bolzano.
Le foze dell'ordine, a quel punto, hanno faticosamente placato i protagonisti dell'esplosione di violenza. Alle loro spalle, tuttavia, si è avvicinato un cittadino afgano di 22 anni, Faisal Hotak, che ha tentato di colpirli ripetutamente. Evidente lo stato di alterazione dell'uomo che, presumibilmente, aveva assunto diverse dosi di alcol nelle ore precedenti. Il tutto in mezzo a una piazza con numerose famiglie e bambini. I protagonisti della rissa, quindi, sono stati tutti accompagnati in questura e per sei di loro, tre cittadini albanesi, due afgani e un siriano, è scattata la denuncia. In corso anche la valutazione di ulteriori provvedimenti amministrativi come il foglio di via e l’analisi della posizione sul territorio italiano di ogni coinvolto.
L'episodio, come scritto, si configura come una vera e propria spedizione punitiva. Uno degli afgani coinvolti, infatti, avrebbe avuto una relazione con una ragazza albanese. Un comportamento che non è piaciuto ai connazionali della donna che, ieri, sono andati a cercare il protagonista per regolare i conti. Non si aspettavano la presenza degli amici e in un attimo la situazione è degenerata. Tutti i coinvolti, comunque, hanno precedenti di polizia. Hotak, per esempio, è stato fermato perché responsabile delle rapine presso il Money Transfer di via Marconi nel marzo scorso dove la banda picchiò anche il titolare. Nel febbraio 2015, invece, aveva affondato un coltello nella pancia di un cittadino russo di 33 anni per motivi di spaccio. Arrestato per resistenza, violenza e minaccia a pubblico ufficiale al momento si trova nel carcere di via Dante in attesa del processo per direttissima.
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