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BOLZANO. Volevano scappare in Svizzera le due ragazze bolzanine che mancavano dalla loro casa di via Aslago da oltre 36 ore. A far naufragare il loro piano è stato l’occhio attento di un giornalista che le avrebbe riconosciute al confine con la Svizzera nel paese di Tubre in Val Monastero. La frontiera è proprio alla fine del centro abitato e le due adolescenti di 14 e 16 anni volevano attraversarlo. Con ogni probabilità ci sono arrivate trovando passaggi di fortuna, grazie all’autostop. Il cronista, però, ha avvertito la gendarmeria svizzera che le ha identificate segnalandole ai colleghi della questura di Bolzano. A quel punto sono stati avvisati anche i carabinieri del comando provinciale che erano sulle tracce delle due adolescenti. Le due adolescenti, quindi, sono state fermate e trasferite al presidio della polizia di Stato di Malles Venosta in attesa della madre che le ha raggiunte in auto dal capoluogo assieme ad un’amica.
I frequenti accessi su Facebook dai loro profili e le decine di segnalazioni arrivate agli inquirenti, comunque, lasciavano pochi dubbi sulla decisione di un allontanamento volontario. L’appello trasmesso dal programma della Rai Chi l’ha visto, inoltre, aveva moltiplicato le segnalazioni. Gli uomini dell’Arma le hanno vagliate tutte con attenzione scremando quelle più significative. In mattinata, per esempio, si era diffusa una pista trentina grazie a due indicazioni. La prima indicava la presenza delle due sorelle in un centro commerciale di Predazzo e la seconda in pieno centro storico a Trento. Entrambe si sono rivelate dei vicoli ciechi per i carabinieri. Qualcuno aveva anche spiegato di averle notate a bordo strada dopo la galleria del Virgolo mentre facevano autostop con un cartello che riportava la direzione di “Trento”. Il loro obiettivo, però, era di raggiungere il confine a nord. Non a caso gli uomini dell’Arma si sono da subito concentrati su tre segnalazioni arrivate dall’Alto Adige. Grazie alle rivelazioni di un’amica sapevano che le due ragazze puntavano ad espatriare verso l’Austria o, appunto, la Svizzera. Nonostante fossero senza contanti o bancomat le sorelline avrebbero fatto tutto da sole senza aiuti da parte di persone esterne. I carabinieri, comunque, continueranno le indagini per capire esattamente i movimenti delle due ragazze in queste ore. Sollevata la madre dopo due giorni terribili. «Ho persino perso la voce da quanto ho pianto. Avevamo litigato martedì mattina, ma si è trattato di un normale diverbio tra figli e genitori. Ho avuto davvero tanta paura».


