VILLANDRO. Hanno trascorso due notti all’aperto, nei boschi di una zona remota della Val di Tina, razionando quel poco da mangiare che si erano portati dietro lasciando giovedì il loro albergo a Villandro. Li hanno ritrovati ieri poco dopo le 13, infreddoliti e chiaramente esausti, ma incolumi e ora Reinhold Schmitz, 65 anni, e sua moglie Gabriele Schretzmair, 61, potranno raccontare la loro vacanza altoatesina come un’avventura thrilling, ma conclusa bene.

I due turisti tedeschi, di Rösrath nei pressi di Colonia, hanno perso il sentiero, ma non la calma. Anche senza ritrovare la via verso l’albergo (dove intanto il titolare aveva subito allertato i soccorsi), se la sono cavata, favoriti almeno dalle temperature non rigide anche nelle ore notturne. Una volta compreso di non saper rientrare, sono rimasti sul posto, in Val di Tina, aspettando fiduciosi l’arrivo dei soccorritori. Per agevolare il compito agli uomini sulle loro tracce (e magari per battere meno i denti), il signor Reinhold ha anche indossato un giubbino giallo e le ricerche hanno battuto palmo a palmo tutta la zona, coprendo anche l’area di Barbiano, spingendosi fino all’altopiano del Renon e arrivando infine da loro, irraggiungibili via telefono, visto che il cellulare l’avevano lasciato in albergo.

Partito l’sos, si sono mossi in tanti, un centinaio fra vigili del fuoco volontari (in primis quelli di Villandro), soccorso alpino, guardie forestali e unità cinofile, aiutati da un elicottero che la Val di Tina l’ha sorvolata anche venerdì, senza notare i dispersi. A lieto fine acquisito, si possono immaginare i due escursionisti mentre si sbracciano in direzione del velivolo sul quale, come nei film d’avventura che si rispettano, il pilota non li vede e prosegue.

Sospese per due volte con l’arrivo del buio, le ricerche sono riprese ieri mattina, sostenute dai figli della coppia arrivati dalla Germania, subito affiancati dal servizio di assistenza spirituale della Croce bianca. Quando il pessimismo sulla sorte dei due turisti germanici cominciava a diffondersi e una buona notizia veniva invocata come un mezzo miracolo, dalle ricetrasmittenti degli uomini del soccorso alpino di Bressanone una voce ha raccontato l’incredibile. Reinhold Schmitz e Gabriele Schretzmair erano stati individuati in una zona della Val di Tina tanto remota e impervia “da non capire (parole di un soccorritore) come abbiano fatto a finirci”, ma soprattutto stavano bene, tanto da rendere solo precauzionale il trasporto con l’elicottero all’ospedale di Bressanone.