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BOLZANO. «L’Ipes si prepara a fare cassa sulla pelle degli inquilini, visto che da gennaio scatta la maxi-stangata sui nuovi affitti. In Provincia hanno cancellato il vecchio canone sociale in vigore da decenni. Il nuovo conteggio si basa sulla Durp. E sarà proprio la Dichiarazione unificata di reddito e patrimonio a fare scattare aumenti del 30% di cui però - visto il delicatissimo periodo pre-elettorale - non si parla affatto. Per me è uno scandalo che non abbiano il coraggio di parlare chiaro alla popolazione».
Christian Peintner - sindacalista ed esponente del Team K- si riferisce alla nuova legge provinciale sull'edilizia residenziale pubblica e sociale, in vigore da circa un anno.
«Leggo che martedì, su proposta dell'assessora all'Edilizia abitativa, Waltraud Deeg, la giunta ha approvato alcuni regolamenti di esecuzione tra cui compare, appunto, il nuovo calcolo del canone di locazione. Peccato che non abbiano spiegato con esempi concreti di cosa si tratta. Tra le altre cose va detto che il nuovo calcolo elimina la detrazione del 25% sui redditi dei lavoratori dipendenti. La sorpresa sarà amara, ripeto, con sovrapprezzi del 30%. E sempre la Durp, continua Peintner, ha già provocato un calo nell’assegnazione degli alloggi a chi ne ha fatto domanda, perché il nuovo calcolo ha fatto scendere il punteggio di troppe famiglie».
Ipes, le novità della legge.
Luca Critelli - direttore di Dipartimento dell’assessora Deeg - ha sempre tranquillizzato chi è già inquilino: «Le nuove regole valgono solo per le nuove assegnazioni». Che scattano da dicembre 2023.
Tra le novità nell'ambito dell’assegnazione di alloggi Ipes - spiegano in Provincia - vi è, tra le altre, una maggiore valutazione dell'attività lavorativa o della parità di trattamento delle unioni civili e delle convivenze di fatto nella costituzione di una nuova famiglia. Nell’ambito dei canoni di locazione il regolamento di esecuzione delle nuove assegnazioni introduce il calcolo dell’affitto sociale sulla base del reddito e del patrimonio in base alla Durp, inoltre il canone minimo equivale al 35% del canone provinciale. Per i contratti di locazione esistenti resta in vigore l'attuale sistema.
Chiarezza sulle cifre.
L’affitto medio di un appartamento dell’Ipes senza posto auto attualmente è di 230,76 euro. In dettaglio, 1.919 inquilini pagano un affitto fino a 99 euro, 3.078 inquilini fino a 199 euro, 1.835 inquilini fino a 299 euro, 1.144 inquilini fino a 399 euro. 1.835 inquilini fino a 299 euro, 1.144 inquilini fino a 399 euro, 739 inquilini fino a 499 euro, 1.495 inquilini oltre i 500 euro. Fra i quasi 1.500 inquilini che pagano più di 500 euro, 57 sono cittadini extracomunitari. La Ripartizione alloggi e inquilinato dell’Istituto per l’edilizia sociale fa chiarezza sulle cifre. «Circa duemila nuclei familiari pagano a tutt’oggi il vecchio affitto minimo di 50 euro al mese. Che non dipende né da dimensione, né dalla vetustà dell’appartamento. L’affitto massimo è pari al canone provinciale che è di 8,5 euro al metro quadrato per un alloggio nuovo. Il nuovo affitto minimo che scatta da gennaio 2024 - per assegnazioni future in base alla graduatoria di dicembre 2023 e successive e per le successioni a figli e per cambi alloggio - varierà dai 70 euro al mese per un monolocale ai 550 euro al mese per 145 metri quadrati risanati a nuovo, destinati a nuclei "normali". E ancora il nuovo affitto minimo varierà da 50 euro al mese per 40 metri quadrati o più piccolo di vecchia costruzione ad un massimo di 250 euro al mese per 145 metri quadrati risanati a nuovo per nuclei composti solo da over 65, oppure invalidi, oppure solo da under 25. L'affitto massimo rimarrà invariato».


