BOLZANO. Prima consiglia ai colleghi di tenere i negozi chiusi per l’Adunata degli alpini «perchè tanto le penne nere non vengono a Bolzano a fare shopping», poi piazza in via Streiter davanti al suo negozio di cappelli piumati e scarpe, un bancone per la mescita di birra alla spina.

Il comportamento di Thomas Rizzolli, fiduciario per Bolzano dell’Unione commercio, sta provocando parecchi malumori.

La questione sollevata da un diretto concorrente che non ha gradito l’alzata d’ingegno ha tirato su la cornetta ed ha spiattellato tutto in Comune, è ben nota alla polizia municipale che sta seguendo la pratica.

E Rizzolli rischia una doppia multa per somministrazione di bevande senza autorizzazione ed occupazione di suolo pubblico. Ricordiamo - infatti - una volta di più che se bar e ristoranti durante l’Adunata hanno goduto di una sorta di deregulation, lo stesso non valeva per le altre attività.

I più arrabbiati sono i colleghi.

Impossibile trovarne uno che rilasci una dichiarazione con nome e cognome sul giornale perché la vicenda scotta.

A microfoni spenti però la questione cambia e le lingue si sciolgono.

E allora parecchi negozianti dell’Unione - che hanno attività in centro ed in periferia - parlano di quel che è successo e tanti, in queste ore, si stanno chiedendo se Rizzolli sia ancora rappresentativo della categoria.

Ricordano tutti - infatti - il caloroso invito fatto ai colleghi anche a mezzo stampa di chiudere il 13 maggio per scarso profitto d'impresa. «Per qualcuno è una scelta dettata dalla prudenza - aveva chiosato Rizzolli - perché decine di migliaia di persone possono anche spaventare. Ma per quasi tutti si tratta di fare i conti con una situazione particolare. Nel senso che una folla così non è portata a fare acquisti che vadano oltre il piccolo souvenir: l'eventuale acquirente sarebbe costretto a portare con sé la merce per ore, in mezzo alla folla. Quindi nessun commerciante, a parte i ristoratori e i gestori di bar, può intravedere la possibilità di fare affari tenendo aperto il 13 maggio. Non è un gesto "contro" la sfilata, una considerazione di opportunità. Non credo che gli alpini vengano a Bolzano per fare shopping».

Un ragionamento perfetto.

E siccome Rizzolli oltre ad essere venditore di cappelli e scarpe è anche proprietario del ristorante “Franziskaner”, che sta proprio dietro l’angolo ad una manciata di passi da via Streiter, avrà pensato che in fondo non c’era problema. E poi con l’Adunata in campo il nesso tra cappelli (anche piumati), scarpe (anche grosse) e birra... andava da sè. Chissà, magari ha fatto questo ragionamento e si è autoassolto. Da vedere cosa decideranno i vigili.

Si sa, per certo, che gli uffici comunali sono al lavoro su più fronti mentre il clima generale è di imbarazzo.

Al momento, però, bocche cucite. «Prima appuriamo, poi parliamo».

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