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BOLZANO. «Noi, come mezza Bolzano, ci muoviamo praticamente solo in bici ma siamo assediati dalle auto dei pendolari che evitano un’arginale intasata. La situazione è peggiorata. In certe ore è impossibile aprire la finestra per la puzza di smog. Non è giusto vivere così. La città deve trovare una soluzione». A parlare è il comandante dei vigili urbani Sergio Ronchetti.
Oltrisarco, Aslago e Maso della Pieve - pongono a tutta Bolzano una questione sempre più sentita, che la Circoscrizione affronterà nella riunione di venerdì 15 gennaio: «L’arginale scoppia e tutti si buttano su Oltrisarco che così soffoca». I problemi maggiori si registrano la mattina dalle 7.15 alle 8.30 con i pendolari che vanno a lavorare e la sera dalle 17 alle 19 con quelli che tornano a casa. Il blocco a Sud delle auto (per non residenti) funziona ma in direzione opposta è un inferno perchè la strada non regge e tutti la evitano per infilare Oltrisarco. Il comandante dei vigili - Sergio Ronchetti - parla di un problema reale e di un’evidente ed innegabile stato di sofferenza dei residenti, dovuto ad una viabilità caotica e ad alti livelli di inquinamento.
«La zona paga» come tutto il resto della città «un’arginale nata vecchia ed un traffico fatto perlopiù di pendolari. Le soluzioni si possono trovare. Penso che un’ipotesi di lavoro rapida - in attesa della tangenziale che il presidente Kompatscher ha appena promesso alla città - sia quella di creare in Zona industriale dei parcheggi “scambio” dove chi arriva da fuori città possa lasciare la macchina per proseguire su bus pensati con corse frequenti in determinati orari. Ricordiamo che l’alternativa all’auto deve essere valida, altrimenti i pendolari la scarteranno». Il traffico in certe ore è bloccato. In determinati periodi dell’anno - come per esempio quello del Mercatino - esplode. «La colpa è - sottolineo - dell’arginale che è nata vecchia. Avrebbe dovuto avere due corsie che correvano verso sud ma - di fatto - le continue immissioni ed i rientri stretti la rendono in troppi punti ad una sola corsia ed è logico che quando il traffico preme l’arteria risulti insufficiente. Sono decenni che Bolzano aspetta una tangenziale e ne paghiamo tutti lo scotto».
Sono vent’anni che aspettiamo pazientemente in coda.
Ma il presidente Kompatscher pochi giorni fa ha spiegato che l’attesa è finita: «Il 19 gennaio - ha detto - firmiamo il rinnovo della convenzione dell’A22. Da quella firma arriverà il tesoretto per le opere territoriali. La tangenziale è una di quelle». Bolzano l’aspetta. «Quando percorro la Val Pusteria ed arrivo a Monguelfo vedo che ci sono due uscite a est ed ovest sono felice per loro ma mi chiedo noi cosa stiamo aspettando. Scontiamo gravi ritardi del passato, speriamo di riuscire a recuperare». In attesa che il fantasma dell’arginale prenda corpo l’ipotesi del parcheggio scambio in Zona industriale, per bloccare i pendolari, resta un’idea valida. «Non sta a me offrire ipotesi di soluzione ma credo che questa possa essere una strada percorribile».
Ronchetti dice che basta dare una rapida occhiata ai dati delle centraline che rilevano l’inquinamento per rendersi conto di come Oltrisarco riporti valori peggiori rispetto al resto della città. Gli ultimi dati dell’ Appa - Agenzia provinciale per l’ambiente - registrati dalla centralina di via Claudia Augusta dal 7 dicembre 2015 al 7 gennaio 2016 vedono sforare le Pm10 (polveri sottili) per quattro volte e per due rimanere sul filo. Dati delle rilevazioni che non si registrano così alti in nessun’altra parte della città, nemmeno in Piazza Adriano che - nello stesso periodo - riporta un solo sforamento e valori generali di inquinamento più controllati.
Per il comandante il blocco delle auto a Sud del rione, introdotto alcuni anni fa, ha dato e continua a dare degli ottimi risultati. «I nostri agenti ci sono e non ci sono... controlliamo a singhiozzo. Tanto basta perchè gli automobilisti che spesso e volentieri sono pendolari non si arrischino a percorrere via Claudia Augusta. E mi rendo conto che se lo stop a Sud ha effettivamente ridotto il traffico ma in direzione opposta i problemi restano».


