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MERANO. In meno di sei mesi è passata dal ruolo di perdente a quello di donna forte dell'Svp meranese, indenne (una dei pochi) dopo la bufera elettorale che ha portato la stella alpina cittadina a perdere il 30% dei consensi. Gabriela Strohmer è la nuova assessore a economia, ambiente e sport.
Assessore, un cambio radicale di scenario, non crede?
«Non condivido il ruolo di perdente. Ho perso le primarie, ma ho sfiorato il successo partendo da una posizione svantaggiata».
Si è comunque candidata senza reti di protezione.
«Nel partito c'era chi diceva che avrei portato pochi voti. Qualcun’altro però, oggi direi lungimirante, ha fatto pressioni perché ci fossi. E sono stata la più votata della lista».
Come ha vissuto la campagna elettorale con Gruber candidato sindaco?
«Su alcuni temi abbiamo idee diverse, come è normale che sia, ma abbiamo remato tutti nella stessa direzione».
Cosa ha sbagliato l'Svp in questa campagna elettorale?
«Paul Rösch ha venduto un sogno, noi non siamo stati capaci di fare altrettanto».
Se il candidato sindaco fosse stata lei anziché Gruber?
«È facile parlare con il senno di poi. Anche per me o Enz sarebbe stata molto difficile. Forse il candidato dei Verdi avrebbe dovuto fare una campagna elettorale diversa, questo sì».
Ora Rösch è sindaco. Cosa pensa del suo mandato?
«Per lui non sarà facile. Ha diffuso nei cittadini aspettative altissime e ora sarà misurato su ogni piccolo provvedimento che farà. Non credo sia la posizione migliore per lui».
Eletto sindaco, però, ha cercato subito voi dell’Svp per fare un'alleanza.
«Ci mancava che non lo facesse. Con nove eletti siamo ancora il partito più rappresentativo della città, non dimentichiamolo. Forse qualcuno non ha ancora capito le regole della democrazia. Comunque, i Verdi a parole ci volevano coinvolgere, nei fatti hanno lavorato per farci fuori».
A cosa avete dovuto rinunciare per allearvi con i Verdi?
«A nulla. Hanno accettato tutti i nostri punti di programma. Non so se il loro programma dettagliato sia mai esistito. Tra poche settimane tutti i dettagli saranno pubblici».
Hanno rinunciato al referendum sul garage in caverna?
«Gli accordi sono chiari. Si farà un referendum solo se saranno impegnati soldi pubblici. E questo non accadrà».
C'è chi sostiene che la Svp rimarrà un paio d'anni in questa maggioranza, giusto per far rosolare sulla griglia il sindaco e poi staccare la spina e tornare al voto. Le risulta?
«Noi saremo leali con Rösch. Naturalmente porteremo avanti le nostre idee e il nostro programma. Un periodo di stasi con un commissario non avrebbe fatto bene alla città e anche un appoggio esterno avrebbe lasciato la città in mani deboli».
Un argomento che vi divide da Rösch è la sicurezza.
«Noi puntiamo su due interventi principali: aumento delle telecamere nei punti cruciali della città e riorganizzazione della polizia municipale per liberare uomini da mettere in strada».
Ci sono persone che la definiscono arrogante nel suo modo di essere assessore.
«Sono abituata ad ascoltare, riflettere, decido lentamente ma quando ho deciso parto come un treno. Perché se questi atteggiamenti li ha un uomo, allora è forte e decisionista?»
Il primo atto di questa giunta è stato aumentare l'imposta di soggiorno. Non un bell’inizio, non trova?
«Si è trattato di esprimersi su una scelta dell'Azienda di soggiorno di qualche mese fa. A questo proposito, mi fa specie il comportamento di Andrea Casolari».
Pensa alla proposta di aumentare l'imposta per gli alberghi di lusso?
«Casolari, da vicepresidente dell'Azienda, ha condiviso la proposta iniziale, salvo poi fare marcia indietro. E quella proposta presentata in consiglio avrebbe favorito alcune categorie di albergatori a discapito di altre. A Casolari vorrei dire anche un'altra cosa: non è lui a dover dare lezioni di interetnicità a me, forse è il contrario. La Civica sostiene che io e Frötscher non siamo in grado di gestire competenze per entrambe i gruppi. Sbagliato».
Come concilierete temi delicati come l'urbanistica con i Verdi che la pensano all'opposto della Svp?
«La loro è una sfida: vogliono frenare lo sviluppo e l'economia o aiutarla nella crescita? Un conto è stare all'opposizione, un conto è decidere e stare in maggioranza».


