MERANO. Il conto alla rovescia in vista del ballottaggio del 24 maggio è già iniziato. Gerhard Gruber e Paul Rösch hanno entrambi una missione da portare a termine: diventare il nuovo sindaco di Merano. Ma sulla poltrona di primo cittadino c'è posto solo per uno di loro.

Paul Rösch la soluzione l'ha già trovata: "Ho proposto a Gerhard Gruber – spiega Rösch già al mattino presto dopo aver partecipato al primo faccia a faccia a radio Sender Bozen - di realizzare la Grosse Koalition, un accordo tra il mio gruppo e la Svp, coinvolgendo anche i partiti del centrosinistra italiano".

Se va al governo con la Svp quale sarebbe la novità e che fine farebbero gli italiani?

"La differenza sta nel fatto che le regole le definisce il sindaco e quindi, se un accordo si farà, le regole le detteremo noi, non come in passato la Svp. Per gli italiani in giunta i margini di manovra ci sono eccome. Non sarò di sicuro io a penalizzare il loro ruolo a Merano".

Per Gerhard Gruber un accordo tra Svp e lista Rösch creerebbe invece proprio un problema di rappresentanza etnica: "Tra Svp e Verdi – spiega Gruber - abbiamo in tutto un solo eletto di madrelingua italiana, troppo poco per dare modo alla comunità di lingua italiana di essere rappresentata e partecipare all’amministrazione della città di Merano. Con questa soluzione, pur coinvolgendo il Pd, come sostiene Rösch, taglieremo fuori 14 dei sedici eletti dai partiti italiani. Non lo trovo giusto".

La soluzione di Gerhard Gruber?

"Convincere gli elettori che hanno disertato le urne a venire a votare per me, sia gli elettori di lingua tedesca che quelli madrelingua italiana, e poi formare una coalizione di governo che coinvolga i partner uscenti, le due liste civiche e il Pd. Solo in questo modo avremo un giusto mix interetnico e interculturale".

Per Paul Rösch c'è ancora spazio per crescere o dopo l'exploit di domenica i margini di aumento sono risicati?

"I margini per crescere ci sono ancora. I cittadini di Merano – continua Rösch - hanno un'occasione imperdibile per far cambiare le cose, per realizzare quella democrazia diretta di cui troppo si parla e poco si fa. Io sono la garanzia che i cittadini conteranno di più".

La democrazia diretta è anche un cavallo di battaglia di Gruber.

"Noi non ne parliamo, a differenza di Rösch la democrazia diretta abbiamo deciso di applicarla con una svolta importante – replica Gruber – a partire dalla primarie aperte per la scelta del candidato sindaco".

Essere sponsorizzati dal senatore Karl Zeller in passato era una garanzia di successo, per Gruber pare essere diventato un boomerang.

"Il risultato elettorale con il mio rapporto con Zeller – sostiene il candidato sindaco Svp - non c'entra nulla. Ho la mia linea e ragiono con la mia testa, non pendo dalle labbra di Zeller". C'è però chi sostiene che la batosta elettorale della Svp a Merano sia una sorta di resa dei conti interna alla stella alpina. Non avendo trovato un candidato sufficientemente forte da contrapporre al gruppo del senatore, meglio lavorare per un naufragio elettorale. Una tesi contro la quale già dall'altro pomeriggio i vertici della Svp a Bolzano hanno iniziato a lavorare per far scendere in campo i grandi elettori.

Paul Rösch, non la spaventa la reazione della Svp?

"Di cosa dovrei avere paura? Spero invece – replica il candidato sindaco – che la Svp faccia un bagno d'umiltà e venga a miti consigli con noi, anziché far finta che non sia accaduto nulla".

Per il ballottaggio l'affluenza, già risicata al 56% degli aventi diritto, calerà ancora?

"Temo di sì, soprattutto – pensa Rösch – il voto italiano". "Ho due settimane – risponde invece Gruber – per fare in modo che questo non accada e per ridare fiducia ai nostri elettori”.