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MERANO. «Con l'arrivo dei Verdi alla guida di Merano mi aspettavo un cambio di rotta in senso ambientalista, quello che tanto a noi albergatori meranesi piace. Portare i turisti a Merano puntando solo sulla tradizione, sulla storia non basta. Chi sceglie di trascorrere le sue vacanze da noi, vuole che queste giornate siano le più belle dell'anno, lontano dal traffico». A parlare è Alex Meister, fino a un anno fa presidente dell'Azienda di soggiorno e ora saldo nocchiero alla guida degli alberghi di famiglia, l'hotel Irma di Maia Alta e del villaggio di chalet San Luis realizzato ad Avelengo.
Cosa è cambiato a nove mesi dall'insediamento del sindaco Paul Rösch a Merano?
«Se devo essere sincero, in questi nome mesi non è cambiato nulla, ma non credo si potesse fare altrimenti. Anch'io quando sono arrivato all'Azienda di soggiorno ho impiegato un anno per poter dare la mia impronta».
Le aspettative dei cittadini però sul sindaco Paul Rösch erano altissime.
«Cambiamenti sostanziali, con impulsi positivi o negativi fino a oggi io non ne ho visti. Le novità di vedono quando si concretizzano investimenti pesanti, di sicuro non realizzando delle piccole aiuole in corso Libertà. Anche a livello di costi, se facciamo eccezione per l'aumento della tariffa sull'acqua, non ci sono state modifiche».
Cosa ci si poteva attendere nei primi mesi?
«Degli interventi sul traffico, per ridurlo. Se vogliamo portare turisti in centro, dobbiamo togliere le auto. Ma dobbiamo anche intervenire su certe abitudini, penso ad esempio al fatto che dentro ai cantieri alle sette di mattina di inizia a lavorare e a fare rumore».
La quiete intorno agli alberghi non esiste proprio più, per questo lei ha scelto di investire ad Avelengo?
«Una volta gli alberghi erano in periferia, poi la città ha continuato a crescere fino a inglobare le strutture ricettive, anche le più importanti».
Eppure il piano turistico prevede nuovi posti letto per Merano? Lei investirebbe oggi in un albergo in città?
«Assolutamente no, prova ne sia che dei posti letto nuovi previsti nel piano turistico nessuno ne ha approfittato».
Ma i dati sui pernottamenti aumentano?
«Ma la media per una vacanza cala. A Maia Alta l'ospite rimane per oltre 5 giorni in media, in centro non si arriva a due pernottamenti consecutivi. Ecco che la media è di poco superiore ai 3 giorni. E questo conferma quello che le dicevo prima. Il turista vuole stare nella tranquillità, vivere un relax, non la confusione del centro. Guardi cosa sta accadendo a Maia Alta».
Cosa intende?
«Il nostro hotel, l'Irma con l'edificazione continua lungo la via Virgilio sarà sempre più in difficoltà. Prima i palazzoni nella zona Baumgartner, ora il progetto Tschomperwiesen. L'Irma rischia di essere soffocato dal traffico e dal cemento e con loro la nostra attività, messa in crisi da una location che ora non è più esclusiva».
La stessa Svp in campagna elettorale ha pagato per le scelte fatte sui prati Tschomper.
«E cosa sarebbe potuto accadere diversamente. Anche gli abitanti di via Virgilio e di Maia Alta ci perderanno».
C'è ancora il ricorso al Tar pendente, però.
«È un estremo tentativo dei cittadini di opporsi al nuovo cemento. Io invece da un Comune mi attendo una pianificazione seria del proprio territorio».
Ora lo può chiedere ai Verdi, ambientalisti per definizione.
«Speriamo che le loro idee si facciano strada in fretta. Merano ha bisogno di un ritorno alla natura. Ora che governano, impareranno in fretta che un problema va affrontato tenendo conto di tutte le sue sfaccettature, non in maniera integralista. E spero ne beneficieremo tutti».
Parliamo di Azienda di soggiorno. Per due volte l'ente è finito al centro della contesa politica. Prima la commissione edilizia e ora il mancato rinnovo. Che ne pensa?
«Penso che per fortuna nell'ente ci sono un'ottima direttrice e del personale valido, che lavora bene indipendentemnte dall'aria che tira in Comune».
Come giudica l'esperimento del mercato del sabato in corso Libertà?
«Un'esperienza molto positiva, peccato che il mercato contadino abbia posto delle condizioni che non potevano essere accettate e che non abbiano scelto sin da subito di lavorare assieme».
Finiamo con il sindaco. Come vede Paul Rösch?
«Sono fiducioso, sono certo che ha qualche asso nella manica e che si appresta a giocarlo. Penso che stia per uscire dalla linea difensiva che ha contrassegnato i primi suoi nove mesi di mandato. Come voto, fino ad oggi, gli darei un 6 e mezzo».


