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TRENTO. Centrosinistra, ultima chiamata in Trentino dopo il siluramento del governatore Rossi da parte del Pd. Ultima chiamata per evitare, il 21 ottobre quella corsa in ordine sparso che si tradurrebbe, nei fatti, in una traversata nel deserto: «Una traversata che, a quel punto, potrebbe essere dolorosa e durare parecchi anni. Spero in un sussulto di responsabilità, che l’antisalvinismo riesca a infine a compattarci» chiosa Vittorio Fravezzi, portavoce dell’Upt. L’ex senatore è al lavoro per convocare un tavolo che tra oggi e domani metta assieme quello che, sino alla settimana scorsa, era il centrosinistra autonomista: «Ma non c’è più. Il centrosinistra è morto la sera che l’Assemblea del Pd ha votato contro la conferma del sottoscritto» ha tuonato ieri, lapidario in tutti i sensi, il governatore Ugo Rossi al Meeting di Cl, a Rimini, dove è intervenuto con altri governatori del nord. Il Pd trentino annovera nella propria area diversi pretendenti alla corsa da candidato presidente: una volta di più lo spauracchio è quell’Assemblea che ha dimostrato di muoversi aldifuori da ogni linea prestabilita, provocando (le già rientrate) dimissioni del segretario Giuliano Muzio. Chi potrebbe avere disco verde se il nome di Giorgio Tonini dovesse andare alla conta con quello di Franco Ianeselli, anche se per alcuni è ancora in ballo pure quello di Monica Baggia? E Paolo Ghezzi davvero potrebbe fare un passo di lato (per capire cosa fare il giornalista mercoledì prossimo ha convocato il gruppo dei suoi proponenti al Muse) se dovesse passare uno dei due nomi più legati all’establishment, il più volte senatore Tonini ed il leader della Cgil Ianeselli? Ultimo ma non ultimo c’è il Patt. C’è chi lo vorrebbe, parliamo della base, con la Lega. Alcuni vagheggiano il rimanere nella coalizione turandosi il naso, altri ancora guarderebbero ai civici purché (e qui si capisce il tenore dell’abboccamento, vagamente punitivo) rinuncino a Carlo Daldoss “reo” di aver dato la spallata definitiva ad Ugo Rossi. E se il governatore a Rimini faceva notare che, per colpa del Pd, la difesa dell’Autonomia non potrà fare conto di una coalizione che si era spesa con successo per anni, a Trento il segretario del Patt Franco Panizza rincarava la dose: «Il centrosinistra autonomista non esiste più e non siamo stati noi a mandare all’aria la coalizione».(g.t.)


