BOLZANO. Ha aperto l’armadietto dove lo riponeva normalmente dopo la lezione al Conservatorio “Monteverdi”, ma del violino, un Sebastian Klotz del 1748, non c’era più traccia. Sparito.
Un brutto colpo per Isabella Cavagna, insegnante di violino, che ha un legame anche affettivo con quello strumento che usa ormai da anni.
Prima di denunciarne la scomparsa, lo ha cercato a casa, ne ha parlato con i colleghi e con il direttore del Conservatorio Heinrich Unterhofer, nella speranza di trovarlo. Tutto inutile e così l’insegnante l’altro pomeriggio si è presentata negli uffici della questura per sporgere denuncia.
«Gli strumenti degli insegnanti - spiega il direttore del “Monteverdi” Unterhofer - vengono custoditi in un’apposita stanza dove ci sono una serie di armadietti, di cui i professori hanno la chiave. Da quanto mi risulta l’armadietto dove si trovava il violino non è stato forzato».
Sul furto sono subito iniziate le indagini della squadra Mobile, volte innanzitutto a capire chi - oltre alla professoressa Cavagna - avesse accesso al deposito degli strumenti e in particolare all’armadietto dell’insegnante di violino.
Lo strumento - il cui valore dovrebbe aggirarsi intorno ai 10 mila euro - è stato costruito nel 1748 da Sebastian Klotz, discendente di una importante famiglia di liutai di Mittenwald, in Baviera.
Una studentessa ha lanciato su facebook l’appello, chiedendo di diffondere la notizia del furto, nella speranza di riuscire a ritrovarlo.
Non è escluso che il tam tam mediatico possa spaventare il ladro al punto da indurlo a riconsegnarlo, prima possibile, alla legittima proprietaria.
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