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APPIANO. È stato il fondatore ed era ancora oggi l’anima dell’Associazione Chernobyl Appiano Rudi Rufin, 57 anni di San Paolo, che giovedì sera è morto in un incidente stradale lungo la strada provinciale che da Riva di Sotto conduce ad Andriano. Libero professionista, specializzato in consulenze nel settore informatico, era molto conosciuto sia nell’Oltradige che a Bolzano per il suo impegno nel sociale.
«Assieme - ricorda Dino Valin - alla fine degli anni Ottanta abbiamo fondato l’Associazione di Appiano. Sia lui che sua moglie Lidia Righi, infermiera alle prove funzionali della Cardiologia dell’ospedale San Maurizio, si davano molto da fare, per organizzare i soggiorni, nelle famiglie della zona, dei bambini provenienti da Chernobyl».
In quegli anni - sull’onda della forte emozione provocata dall’esplosione della centrale nucleare e dalle devastanti conseguenze sulla popolazione - sono sorte in Alto Adige diverse associazioni nei principali centri con un unico obiettivo: dare una chance ai bambini che abitavano nelle vicinanze della centrale, offrendo loro la possibilità di passare una quarantina di giorni all’anno in un luogo non contaminato dalle radiazioni, respirando aria pulita e mangiando cibi sani.
«Grazie al lavoro fatto assieme a Rudi avevamo acquisito una notevole esperienza - racconta ancora Valin - e le diverse sezioni facevano capo a noi. Per questo alla fine si era deciso di metterle tutte sotto un unico cappello ed è così che era nata l’Associazione Chernobyl Alto Adige. Ma Rudi aveva poi preferito mantenere l’autonomia dell’associazione di Appiano, non entrando a far parte della struttura provinciale».
Alla guida del sodalizio dell’Oltradige c’era sempre lui, che a distanza di anni dall’inizio di quest’avventura nel sociale, aveva ancora grande entusiasmo. «Con Rudi stavamo organizzando - dice Patricia Valladares, cilena, membro del direttivo - il soggiorno dei bambini per il prossimo anno».
Padre di quattro figli, anche Rufin ha sempre ospitato nella sua casa di San Paolo bambini provenienti dalla zona di Chernobyl.
«E li seguiva - ricorda ancora Valin - anche dopo che avevano compiuto i 18 anni, ovvero quando non potevano più partecipare ai soggiorni organizzati dall’associazione. Lui e altre famiglie di Appiano li aiutavano a studiare».
Sul tragico incidente nel quale ha perso la vita, i carabinieri della Radiomobile sono al lavoro per ricostruire la dinamica.
La vittima, in sella ad una Custom azzurra, giovedì verso le 19 stava percorrendo la strada provinciale 54 che da Riva di Sotto conduce ad Andriano. Passato il paese di Riva di Sotto, ha proseguito lungo la provinciale che si snoda attraverso i meleti della val d'Adige. A un certo punto, circa a metà della strada per Andriano, si è trovato improvvisamente di fronte un trattore.
Pare che il mezzo agricolo, con attaccato dietro un rimorchio per il trasporto delle mele, carico, stesse uscendo proprio da una strada interpoderale.
Rufin non si è accorto dell'uscita del mezzo agricolo, oppure si è accorto troppo tardi: con il buio è facile essere tratti in inganno per quanto riguarda la percezione della distanza. La moto è finita contro il trattore, guidato da un contadino di Riva di Sotto, che non ha riportato ferite ma quando sono arrivati i primi soccorritori era sotto shock.
I funerali si terranno lunedì 20 ottobre alle 14 nella chiesa di San Paolo.


