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La Bassa Atesina torna nel mirino dei vandali dopo il taglio di 550 piante di Pink Lady di due anni fa, un episodio definito «criminale», su un appezzamento di terreno di un frutticoltore di Magré, Günther Pedron. Il ricordo di quell’atto di vandalismo è ancora fresco ed ecco che si è diffusa in zona la notizia di un altro attacco vandalico: l’inquinamento da gasolio della cantina di proprietà di Alois Lageder, uno dei più noti vignaioli in Italia.
I criminali hanno voluto colpire senz’altro l’immagine dell’azienda, che ha la propria sede a Magrè e i cui vini ogni anno si inseriscono nelle primissime posizioni delle classifiche e che arricchiscono le mense di ristoranti ed estimatori di tutto il mondo.
I danni non sono quantificabili, ma sembrano ingentissimi, soprattutto, lo ripetiamo, d’immagine.
L’episodio è accaduto a metà settembre, nel periodo in cui si stava vendemmiando l’uva della varietà Gewürztraminer. I fornitori di Alois Lageder sono molti, provengono da centri della Bassa Atesina e sono tutti affidabilissimi.
Uno di questi viticoltori di Salorno aveva vendemmiato in un vigneto di sua proprietà sulla collina poco a est dell’abitato, proprio dove la strada si inerpica per raggiungere la frazione di Pochi. Concluso il lavoro e riposta l’uva nei contenitori di plastica della capacità di 350-400 chilogrammi di grappoli, si è avviato con il suo trattore verso la cantina Lageder di Magrè. Qui, i contenitori di plastica sono stati scaricati e svuotati, uno per uno, in una vasca con una specie di tramoggia per pigiare l’uva.
Gli operatori addetti a questa operazione si sono però accorti che uno dei «cassoni» di plastica emetteva un acre odore di gasolio. Immediatamente sono state bloccate le macchine e la tramoggia, ma purtroppo il contenuto era già stato versato nella vasca.
Agitazione, incredulità e sconforto fra gli operai che mai avevano affrontato un simile problema.
I cantinieri Georg Maissner e Walter Pomarolli sono stati costretti a bloccare le macchine e le pompe per evitare che il mosto inquinato potesse proseguire nel processo di vinificazione. Ovviamente sono stati avvertiti i carabinieri di Egna e questi hanno interessato i colleghi del Nucleo antisofisticazioni, i «Nas», che hanno posto sotto sequestro i macchinari e il mosto. C’era il pericolo che si bloccasse anche la vendemmia che in quel periodo era al suo apice.
Dopo poco tempo però la cantina è stata dissequestrata dopo un accurato lavoro di pulizia delle macchine e dei recipienti, i fornitori hanno potuto conferire regolarmente il frutto della vendemmia. Si sono ovviamente avviate anche le indagini da parte dei carabinieri. Sembra certo che il liquido inquinante sia stato versato nel contenitore colmo d’uva già nel vigneto, quando il “cassone” era già stato caricato sul carro, pronto per partire verso la cantina di Magré.
Difficile anche stabilire le motivazioni di questo gesto: invidia, ripicca, volontà di colpire una cantina modello. Sembra quindi che gli autori del gravissimo atto volessero danneggiare non il viticoltore di Salorno, ma appunto la cantina Lageder. Cantina che, fra le poche al mondo, adotta il sistema biodinamico nella coltivazione delle viti e nella produzione dei vini. Un procedimento ispirato al rispetto per la natura e per tutti gli esseri viventi.
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