MERANO. Diminuisce in città il fenomeno del «sacchetto selvaggio». Lo scorso anno gli operatori dell'Azienda municipalizzata hanno raccolto buttati per strada, nelle aree abbandonate o a fianco delle isole ecologiche oltre ottocento tonnellate di rifiuti abbandonati. Meno che in passato, ma ancora troppi.
Immondizie che, per così dire, non hanno nome, ovvero che saranno pagate da tutti i contribuenti di Merano, anche i più diligenti nel praticare la raccolta differenziata. A tanto ammonta lo smaltimento illegale, che nei giorni scorsi è stato segnalato dal sindaco Günther Januth con una lettera in Provincia.
Le 800 tonnellate raccolte e trasferite all'inceneritore di Bolzano rappresentano il 6/8% dell'ammontare complessivo dei rifiuti raccolti in città attraverso il sistema dei cassonetti individuali, condominiali e dei press container. L'impegno sul territorio delle guardie ecologiche, ex operatori delle forze dell'ordine ingaggiati dall'Azienda municipalizzata per sorvegliare il rispetto delle norme ambientali, qualche risultato in questi anni lo ha prodotto.
Al momento del loro inserimento, Asm era costretta a fare i conti con una raccolta dell'illegale che rappresentava il 12% dell'intera montagna di immondizie che finiva all'inceneritore. Oggi siamo arrivati quasi alla metà e questo anche grazie all'avvio dei controlli incrociati tra uffici della Municipalizzata, anagrafe comunale e Azienda energetica. Le 800 tonnellate di rifiuti illegali 2014 non sono comunque briciole: per raccogliere i rifiuti senza nome e incenerirli Asm ha pagato 180 mila euro, cifra che verrà inserita nel totale dei costi di smaltimento che sarà la base del calcolo della bolletta 2015 a carico dei contribuenti meranesi.
A proposito di guardie ecologiche, il sindaco Günther Januth ha comunicato in Provincia che l'attività ispettiva lo scorso anno ha prodotto la emissione di 201 (20 in più dell'anno prima, cento in meno rispetto al 2012) per un totale di 15 mila euro, importo che in gran parte è già stato incassato dal Comune.
Sul fronte della raccolta differenziata invece le impurità trovate in particolare all'interno delle campane della raccolta della carta (1.663 tonnellate in complesso finite ai consorzi imballaggi nazionali) ammontano al 6%. Il conferimento della carta al consorzio Conai ha consentito ad Asm di incassare 50,2 euro a tonnellata, importo che viene determinato in base alla "purezza" del materiale, mai raggiunto negli ultimi anni.
©RIPRODUZIONE RISERVATA

