A Ferragosto la messa solenne di Santa Maria Assunta ha avuto un epilogo inedito e pesante per tutti i parrocchiani di Selva dei Molini. Al posto del rituale «andate in pace!» infatti, alla fine della funzione il parroco don Anton Auer, 68 anni di età e 42 di sacerdozio alle spalle, ha chiamato a raccolta i fedeli confessando loro candidamente che dalle casse della Parrocchia mancavano 150 mila euro che egli stesso, negli anni, avrebbe donato in beneficienza a una donna a suo dire «bisognosa e in difficoltà».

La confessione pubblica di un ammanco che non era del tutto sconosciuto, tanto che lo stesso parroco Anton Auer e la presidente del consiglio parrocchiale Martha Kofler ne avevano già parlato con il vescovo Ivo Muser, ha però ha avuto l’effetto di una bomba fra i parrocchiani, trovatisi in un attimo a doversi confrontare con la sincerità e l’ostentata buona fede delle ammissioni del parroco da una parte e l’indubbia entità della somma che era stata elargita ”in beneficienza” a loro insaputa dall’altra.

Lo choc della notizia non ha tolto, almeno per il momento, la fiducia e la solidarietà dei parrocchiani al loro parroco, che anche secondo il consiglio parrocchiale «avrebbe agito in maniera del tutto trasparente, confessando pubblicamente l’accaduto», ma non ha potuto fare a meno di riportare alla memoria episodi analoghi di minacce e ricatti di cui sono rimasti vittima in passato anche altri sacerdoti altoatesini. In effetti, anche da parte della parrocchia di Selva dei Molini, risulta essere stata sporta presso le autorità competenti una denuncia per truffa contro la presunta «donna bisognosa» che, ormai da una decina d’anni, pare si sia presentata con una cadenza quasi mensile dal parroco per riscuotere le varie somme.

Una donna che, da quanto trapelato in paese, parrebbe essere di etnia nomade e giungere da fuori regione, probabilmente da un’altra località del nord Italia.

Non è escluso che anche i carabinieri siano già sulle sue tracce, almeno per chiarire i rapporti intercorsi tra lei e il religioso. Altre vicende del genere infatti, anche in un recente passato, raccontano di ”beneficenza” estorta al buon cuore dei sacerdoti con bugie, minacce e con altri mezzi. Tutte circostanze sulle quali vi sarà da fare luce e di cui, al momento, don Anton Auer è la prima vittima.

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