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BOLZANO. L’anno scorso, dopo opportuna opera di sensibilizzazione anche attraverso il nostro giornale, al macello pubblico del capoluogo ne vennero macellati cinquecento. Ancora troppo pochi, perché si stima che in Alto Adige, per la festa del sacrificio di Abramo, i circa seimila fedeli di religione islamica ne sacrifichino almeno un migliaio. Ciò significa che almeno altri cinquecento capi, l’anno scorso, sono stati sgozzati in privato. In casa. Senza controlli veterinari, né prima né dopo. Ossia, contro la legge ma, soprattutto, contro le norme sanitarie e quelle di buon senso. Stiamo parlando degli agnelli, che il prossimo fine settimana finiranno sulle tavole dei nuovi altoatesini di fede musulmana.
Ora gli stessi fedeli della “moschea” di viale Europa lanciano l’appello ai loro confratelli. Se ne fa interprete il portavoce del centro islamico, Mohamed: «Da tre anni abbiamo stipulato una convenzione con il macello della Vives. Quest’anno si sono predisposte le cose per gestire circa settecento capi. L’anno scorso, dopo l’aiuto datoci dai media, abbiamo registrato un buon afflusso: circa 500 agnelli macellati. Purtroppo, in totale in provincia stimiamo ne vengano sacrificati 1.000-1.200. Cioè ancora troppi vanno a comprarli dai contadini, li caricano vivi in auto, poi se li portano a casa. A Vicenza, dove si sono messi in atto controlli stradali, molti sono stati bloccati o con gli animali a bordo o con addosso coltelli e altri attrezzi non idonei. Per fortuna, qui a Bolzano abbiamo trovato la collaborazione del Comune e dei veterinari, organizzando tutto per bene, al macello. Il giorno prima chi è interessato si reca alla Vives, sceglie il suo agnello, a seconda delle disponibilità economiche acquista un certo quantitativo di carne. Poi, dopo la funzione, il giorno di festa si reca al macello a ritirarla». Fra il resto, oltre che controllata, questa carne registra pure prezzi più abbordabili che non dai contadini. Il direttore del servizio veterinario dell’Alto Adige, Alessandro Fugatti, spiega: «Cerchiamo di organizzare una macellazione etica, nel rispetto del benessere dell’animale e assecondando le prescrizioni islamiche. Gli agnelli vengono sottoposti a elettro-narcosi, ossia vengono prima storditi con una scarica elettrica. Solo dopo si interviene con il rito religioso del dissanguamento. Seguiamo la normativa Ue, con il consenso dell’autorità religiosa». In tal modo, l’animale viene controllato dal veterinario, sia prima sia dopo il decesso. «Ne viene verificata l’idoneità anatomo-patologica, vengono eliminati gli organi non idonei e i tessuti che per legge non possono essere venduti per il consumo. Si tratta di intestini, milza eccetera, ossia le parti più a rischio: le malattie potrebbero ripercuotersi su chi consuma. Parassitosi, infezioni...»
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