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BOLZANO. Troppo vicino al liceo Pascoli e al Palaresia, dunque in contrasto con l'attuale normativa provinciale. Sono queste le considerazioni di fondo che hanno indotto il Comune di Bolzano a confermare davanti ai giudici del Tar la richiesta di congelamento della licenza con cui la Provincia ha dato il via libera all'apertura di una sala giochi specializzata nella strattura ex Masetti di via Resia. Solo questa mattina i giudici decideranno se confermare la sospensiva già concessa in via provvisoria o se, al contrario, revocarla per permettere alla società «Studio Games» di Trento di procedere nell'avvio dell'attività in attesa del giudizio di merito. Ieri la società ha già messo le mani avanti facendo subito capire al Comune che il gioco rischia di farsi pesante. Il blocco dell'iter di apertura della sala giochi progettata all'interno dell'ex Masetti avrebbe già provocato danni consistenti a seguito del mancato avvio dell'attività commerciale che la Provincia aveva regolarmente autorizzato. Il conto presentato ieri mattina è di 50 mila euro. E' la cifra richiesta dalla società «Studio Games» per poche settimane di inattività. Un preavviso indiretto all'amministrazione comunale che potrebbe trovarsi a dover tirare fuori ben altre cifre se dovesse perdere la causa nel merito magari dopo aver ottenuto la prosecuzione per mesi della sospensiva. In realtà l'iniziativa avrebbe un preciso scopo intimidatorio in vista della prosecuzione della battaglia legale. «La richiesta risarcitoria di 50 mila euro non ha alcun fondamento - hanno sotenuto gli avvocati di parte ricorrente - in quanto l'attività della sala giochi progettata all'interno dell'ex Masetti non avrebbe potuto comunque essere avviata in quanto i lavori non si sono conclusi». In giudizio ieri, a dar man forte alla posizione dell'amministrazione comunale, si è costituito anche il circolo Resia «Spazio Officine» (con gli avvocati Fable e Sandoli). «Una battaglia di civilità» è stata battezzata da alcuni ricorrenti che accusano in sostanza la Provincia di aver rilasciato licenze in contrasto con la propria normativa (recentemente confermata per titolo di competenza anche dalla Corte Costituzionale) che prevede il divieto di apertura di sale giochi nei pressi di scuole e di punti di ritrovo giovanili. In realtà il contenzioso si deciderà sul peso che i giudici vorranno dare ad un comma interpretativo riguardante le cosiddette sale «dedicate». Il comma è stato inserito successivamente al rilascio della licenza alla società «Studio Games» secondo la quale le sale «dedicate» (come quelle adibite a Videolottery che permettono vincite anche per 500 mila euro) non rientrerebbero nel concetto generico di sale gioco: di conseguenza non sarebbero soggette al divieto di apertura a meno di 300 metri di distanza dalle scuole. I sostenitori di questa tesi si difendono sottolineando che le sale «dedicate» sono vietate ai minori di anni 18 e dunque non troverebbe giustificazione il divieto sulla base della vicinanza di un istituto scolastico. Tesi quest'ultima facilmente confutata anche ieri mattina davanti ai giudici del Tar a cui è stato ricordato al liceo Pascoli molti studenti diventano maggiorenni proprio nel corso dell'ultimo anno.


