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BOLZANO. I cattolici cercano casa e lei? «Beh, io entro e esco. Mai una in cui mi trovassi bene. Vorrei potermi fermare». Ecco perchè Salghetti è l'uomo giusto per parlare di quello che sta succedendo nella diaspora centrista frantumata dal bipolarismo: un popolo costretto a scegliere, dopo una vita passata fermi al centro. E anche l'ex sindaco ha sempre tentato di restare dov'era, sono le case (querce, ulivi, margherite) che hanno preso a vorticargli intorno.
Avevate deciso di non morire democristiani.
Sì, ma non per vivere così.
Così come?
Disonestà, degrado, politica priva di ogni morale. E' bastato smettere di chiudere gli occhi.
E pensare a un altro «non partito» dei cattolici. Ma serve ancora una nuova Dc?
No, non serve. Serve che tutti noi cominciamo a far sentire la nostra voce.
Una volta si chiamava collateralismo.
Ha fatto il suo tempo. Oggi occorre una testimonianza. C'è un disagio crescente in tutti e due gli schieramenti. A destra non sanno più a chi riferirsi in termini di comportamenti etici nel pubblico e nel privato, a sinistra stanno scomodi. Poi ci sono le comunità ecclesiali che chiedono spazio, le associazioni che non si accontentano di portare voti ma vogliono assumersi la responsabilità politica della loro testimonianza.
Perchè adesso?
Finora c'è stato un silenzio troppo lungo della Chiesa.
Troppo lungo o troppo silenzio?
La Chiesa si è svegliata tardi. E il silenzio è stato omertoso. Il Vangelo occorre viverlo e praticarlo, non solo raccontarlo. Il cardinale Bagnasco ha parlato quando ormai stava scoppiando tutto. E ora non è più possibile convivere con chi si fa beffe di ogni valore.
Chi è, Berlusconi?
Lui è un problema ma è il suo modello di società a non essere più un investimento plausibile per il futuro. Anche i giovani stanno capendo che una società basata solo sul consumo e su valori fragili è pronta ad essere travolta.
La Chiesa poteva dircelo prima.
L'ha detto in alcune occasioni, ma è stata vaga. Occorre dire pane al pane e vino al vino. Molti hanno creduto che appoggiando Berlusconi, si potesse portare a casa qualcosa.
Qualcosa è stato portato.
L'appoggio alle scuole private, l'Ici e tutto il resto sono stati un modo per tenere legate le gerarchie ma la gente sa che non bastano i soldi. Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo, di qualcosa per cui vale la pena impegnarsi.
Bene, ma questo riguarda le persone. La politica, come insegna la Dc, si fa sporcandosi le mani.
Sì, ma non troppo. Adesso abbiamo superato il limite della decenza.
Vi servono alleati, per parlare chiaro.
Sta nascendo un movimento trasversale. Non è ancora chiaro cosa, come e con chi ma a volte basta che i partiti si accorgano che sta emergendo una forte spinta dal basso perchè la politica riesca a inventarsi le cornici di riferimento. Oggi i cattolici sia personalmente che dentro le associazioni e i movimenti e negli stessi gruppi politici in cui si raccolgono, sentono che è tempo di rimettersi fuori con la testa.
I cattolici sono stati tra i protagonisti della frammentazione politica, anche a Bolzano. Più un partito è piccolo, più c'è di mezzo un ex democristiano, anche in Comune.
Sono scappati dal bipolarismo. Perchè non si può sempre e solo scegliere tra Berlusconi e il Pd. Ci sono sensibilità costrette. E c'è bisogno di una nuova trasversalità. Bolzano deve avere una maggioranza più solida. Ma la sfida non si raccoglie lasciando fuori chi non è fedele alla linea. Occorre una coalizione ad includendum.
Come la mettiamo col Pdl e la destra?
La mettiamo che gli italiani di Bolzano sono stufi di dividersi su tutto. Non serve un partito degli italiani come diceva la Biancofiore ma una unità di intenti su quei temi che tutti vorrebbero affrontare nello stesso modo. Non penso solo alla toponomastica o ai monumenti ma alla scuola, alla cultura, al futuro del gruppo italiano.
La nuova «cosa» cattolica non collide solo col Pdl ma anche con l'esperienza del Pd. Con la sua.
E' così. Se il Pdl è troppo appiattito su Berlusconi e i suoi non-valori, il Pd casca ormai troppo a sinistra. Bersani è un ex Pci ma anche qui a Bolzano i cattolici sono relegati in soffitta. Occorre ridare spazio a loro e alle forze di tradizione riformatrice, laiche o liberali.
Detto in parole povere?
Torniamo al centro. Pdl e Pd hanno privilegiato le estreme per poter sopravvivere. Da An a Vendola o a Di Pietro. Schiacciando il mondo moderato. E' tempo di voltare pagina. O la pagina la volta la politica o la volterà la gente. E i cattolici per primi: sono in silenzio da troppo tempo. E lei che fa?
Ho già fatto, adesso mi riposo. Per ora.
Avevate deciso di non morire democristiani.
Sì, ma non per vivere così.
Così come?
Disonestà, degrado, politica priva di ogni morale. E' bastato smettere di chiudere gli occhi.
E pensare a un altro «non partito» dei cattolici. Ma serve ancora una nuova Dc?
No, non serve. Serve che tutti noi cominciamo a far sentire la nostra voce.
Una volta si chiamava collateralismo.
Ha fatto il suo tempo. Oggi occorre una testimonianza. C'è un disagio crescente in tutti e due gli schieramenti. A destra non sanno più a chi riferirsi in termini di comportamenti etici nel pubblico e nel privato, a sinistra stanno scomodi. Poi ci sono le comunità ecclesiali che chiedono spazio, le associazioni che non si accontentano di portare voti ma vogliono assumersi la responsabilità politica della loro testimonianza.
Perchè adesso?
Finora c'è stato un silenzio troppo lungo della Chiesa.
Troppo lungo o troppo silenzio?
La Chiesa si è svegliata tardi. E il silenzio è stato omertoso. Il Vangelo occorre viverlo e praticarlo, non solo raccontarlo. Il cardinale Bagnasco ha parlato quando ormai stava scoppiando tutto. E ora non è più possibile convivere con chi si fa beffe di ogni valore.
Chi è, Berlusconi?
Lui è un problema ma è il suo modello di società a non essere più un investimento plausibile per il futuro. Anche i giovani stanno capendo che una società basata solo sul consumo e su valori fragili è pronta ad essere travolta.
La Chiesa poteva dircelo prima.
L'ha detto in alcune occasioni, ma è stata vaga. Occorre dire pane al pane e vino al vino. Molti hanno creduto che appoggiando Berlusconi, si potesse portare a casa qualcosa.
Qualcosa è stato portato.
L'appoggio alle scuole private, l'Ici e tutto il resto sono stati un modo per tenere legate le gerarchie ma la gente sa che non bastano i soldi. Abbiamo bisogno di un nuovo umanesimo, di qualcosa per cui vale la pena impegnarsi.
Bene, ma questo riguarda le persone. La politica, come insegna la Dc, si fa sporcandosi le mani.
Sì, ma non troppo. Adesso abbiamo superato il limite della decenza.
Vi servono alleati, per parlare chiaro.
Sta nascendo un movimento trasversale. Non è ancora chiaro cosa, come e con chi ma a volte basta che i partiti si accorgano che sta emergendo una forte spinta dal basso perchè la politica riesca a inventarsi le cornici di riferimento. Oggi i cattolici sia personalmente che dentro le associazioni e i movimenti e negli stessi gruppi politici in cui si raccolgono, sentono che è tempo di rimettersi fuori con la testa.
I cattolici sono stati tra i protagonisti della frammentazione politica, anche a Bolzano. Più un partito è piccolo, più c'è di mezzo un ex democristiano, anche in Comune.
Sono scappati dal bipolarismo. Perchè non si può sempre e solo scegliere tra Berlusconi e il Pd. Ci sono sensibilità costrette. E c'è bisogno di una nuova trasversalità. Bolzano deve avere una maggioranza più solida. Ma la sfida non si raccoglie lasciando fuori chi non è fedele alla linea. Occorre una coalizione ad includendum.
Come la mettiamo col Pdl e la destra?
La mettiamo che gli italiani di Bolzano sono stufi di dividersi su tutto. Non serve un partito degli italiani come diceva la Biancofiore ma una unità di intenti su quei temi che tutti vorrebbero affrontare nello stesso modo. Non penso solo alla toponomastica o ai monumenti ma alla scuola, alla cultura, al futuro del gruppo italiano.
La nuova «cosa» cattolica non collide solo col Pdl ma anche con l'esperienza del Pd. Con la sua.
E' così. Se il Pdl è troppo appiattito su Berlusconi e i suoi non-valori, il Pd casca ormai troppo a sinistra. Bersani è un ex Pci ma anche qui a Bolzano i cattolici sono relegati in soffitta. Occorre ridare spazio a loro e alle forze di tradizione riformatrice, laiche o liberali.
Detto in parole povere?
Torniamo al centro. Pdl e Pd hanno privilegiato le estreme per poter sopravvivere. Da An a Vendola o a Di Pietro. Schiacciando il mondo moderato. E' tempo di voltare pagina. O la pagina la volta la politica o la volterà la gente. E i cattolici per primi: sono in silenzio da troppo tempo. E lei che fa?
Ho già fatto, adesso mi riposo. Per ora.


