SALORNO. Risolto, almeno temporaneamente, il problema della microarea per i nomadi residenti a Salorno. La giunta comunale ha attrezzato infatti - con tanto di servizi igienici, doccia e boiler - uno spiazzo poco distante dal luogo di culto islamico, sempre all’interno della zona produttiva.
L’area, assicura il sindaco, non potrà essere ampliata e si trova poco distante dal vecchio depuratore. In questo modo è stato risolto un problema che negli ultimi mesi era diventato davvero insostenibile dal punto di vista igienico-sanitario.
«Di sicuro, non potevamo andare avanti così, soprattutto per una questione di pulizia. La famiglia in questione, che fa parte del clan Pasquale, era stata sfrattata dall’Ipes per una serie di motivi, e da un paio di anni girovagava sul territorio comunale. Ultimamente stazionava in zona Raif».
Ecco allora l’idea della microarea in zona produttiva, posto che il Comune - trattandosi di residenti - aveva comunque l’obbligo di trovare una soluzione adeguata e valida anche dal punto di vista urbanistico.
«Il trasloco - prosegue Lazzeri - è stato ritardato di alcune settimane, in quanto la Niederrstätter che ci ha fornito il container con i servizi igienici era alle prese con una serie di ordinativi importanti legati all’arrivo di centinaia di migranti in Provincia. Non appena la nostra richiesta è stata evasa ci siamo attivati e siamo riusciti ad attrezzare il nuovo sito».
Di fatto c’è lo spazio per un paio di roulotte e per due autovetture.
«Ciò significa che non potranno essere sistemate in zona altre famiglie. Questa è una microarea e resterà tale. Tra l’altro confermo che si tratta solamente di una soluzione provvisoria, in quanto nei piani del Comune su quel sito sarà realizzato il nuovo centro di riciclaggio».
A suo tempo, dunque, la giunta dovrà riaffrontare l’argomento e studiare una soluzione per il lungo periodo.
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