SALORNO. «Tu sei pazzo»: questa era stata la prima reazione dei genitori quando, all’inizio dell’anno, avevano scoperto che il figlio si era licenziato dall’azienda specializzata in sicurezza nei cantieri, per mettersi a fare artigianalmente quello che nessuno fa più, ovvero i Lederhosen. A otto mesi di distanza si sono dovuti ricredere: ogni giorno arrivano nuovi ordini e Norman Ventura, 24 anni di Salorno, è entusiasta della scelta. Ogni pezzo che esce dalla stanza trasformata in mini-atelier e ricavata nella mansarda di casa, è unico. Ovvero, fatto su misura e personalizzato, con tanto di ricami, a seconda dei gusti dei clienti. Che, almeno potenzialmente, sono molti: si va dalle compagnie degli Schützen - Ventura fa parte di quella di Salorno - alle bande musicali, ai corpi di ballo folcloristico fino agli “Schuhplattler”, ma c’è anche chi non fa parte di nessuna associazione e si compra un paio di braghe di cuoio semplicemente perché gli piacciono.

«Io sono un perito elettrotecnico e avevo un buon lavoro in un’azienda privata - racconta - ma ho sempre avuto passione per le cose di pelle in genere e i Lederhosen in particolare. Un anno fa ho deciso che avrei “rubato” i segreti a chi li fa, o meglio in Alto Adige li faceva».

Ventura è andato dai fratelli Gebhart di Bressanone, dove la compagnia di Schützen di Salorno comprava i Lederhosen da indossare in occasione delle sfilate. «Ho chiesto se mi potevano insegnare, ma loro, dopo anni passati a tagliare e cucire cuoio, avevano deciso di smettere e non avevano voglia di ripartire da zero con me».

Non si scoraggiato e si è rimesso a cercare: «È così che ho saputo che a San Martino in Val Passiria c’è Hansjörg Götsch che fa il sarto, ma se qualcuno lo richiede, cuce anche braghe di cuoio».

Il sabato e la sera dopo il lavoro andava fin lassù per imparare; ben sapendo che quella era poco più che un’infarinatura. E allora si è iscritto ai corsi di cucito organizzati dalla scuola per casalinghe. Poi, all’inizio dell’anno, ha deciso che era arrivato il momento di fare una scelta di campo e si è reinventato sarto di Lederhosen.

«I primi li ho fatti per gli amici: sono piaciuti e hanno cominciato ad arrivare i clienti. Ne ho confezionato una trentina di paia e ho già una cinquantina di ordini».

Quanto tempo ci vuole per fare un paio di braghe?

«Tre giorni, lavorando otto ore al giorno. Ogni paio è formato da quaranta pezzi fatti su misura. I costi? Si va dai 300 fino a 900-1000 euro, ma ne vale la pena perché durano una vita e oltre. Il prezzo varia innanzitutto dal tipo di pelle scelta: in genere vitello ma i più pregiati sono di cervo. Le pelli le compro in Nord Tirolo, ma mi riforniscono anche ad Aldino, dove c’è ancora un conciatore. Anche i bottoni, in genere di corna di mucca o di cervo, arrivano dall’Austria, mentre per chi li vuole in ottone, li faccio fare a mano da un piccolo artigiano ormai in pensione della Val Sarentina».