PHOTO
MERANO. Dramma alle scuole elementari di Sinigo, dove una bimba di 10 anni è scivolata scavalcando il cancello sul retro dell'edificio. Ha riportato una vasta e profonda ferita alla gola con la punta di ferro che si è fermata a soli cinque millimetri dalla carotide. È il primo pomeriggio, la campana del doposcuola è già suonata, la ragazzina è in ritardo e taglia il percorso attraverso il cancello posto sul retro della scuola elementare di Sinigo. Non sa che nel pomeriggio quel passaggio è chiuso per motivi di sicurezza, decide di scavalcare, scivola, e una delle punte di ferro la arpiona alla gola. Con una vasta e profonda ferita riesce comunque a rialzarsi, a fare il giro dell'edificio e a presentarsi in classe, dove stramazza al suolo.
Alla vista del sangue e della lesione, sviene anche la maestra, i compagni scappano impauriti. Viene lanciato l'allarme, sul posto arrivano i sanitari della croce bianca e il medico d'urgenza del Tappeiner che intuba la piccola paziente e ne dispone l'immediato trasferimento in sala operatoria. Arrivano anche le forze dell'ordine, la vicenda è avvolta nel mistero. Nessuno ha visto la bimba di dieci anni arrampicarsi sul cancello, cadere e rimanere ferita. Da più parti si arriva ad ipotizzare anche l'aggressione. Intanto, al Tappeiner, la piccola viene sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per ricomporre le lesioni. Pur nella drammaticità delle circostanze, i chirurghi sottolineano un aspetto fortunato: la punta di ferro si è fermata vicinissima alla carotide, ancora pochi millimetri e la ragazzina non avrebbe avuto scampo.
La piccola paziente esce dalla sala operatoria dopo oltre tre ore, poco dopo si sveglia. Passato il primo periodo di comprensibile intontimento, è lei stessa a sciogliere il mistero e a raccontare l'accaduto, con una parlantina che fa tirare a tutti un sospiro di sollievo. Nessuna aggressione, solo lo sfortunato tentativo di scavalcare un cancello chiuso per non fare tardi al doposcuola. (gip)
Alla vista del sangue e della lesione, sviene anche la maestra, i compagni scappano impauriti. Viene lanciato l'allarme, sul posto arrivano i sanitari della croce bianca e il medico d'urgenza del Tappeiner che intuba la piccola paziente e ne dispone l'immediato trasferimento in sala operatoria. Arrivano anche le forze dell'ordine, la vicenda è avvolta nel mistero. Nessuno ha visto la bimba di dieci anni arrampicarsi sul cancello, cadere e rimanere ferita. Da più parti si arriva ad ipotizzare anche l'aggressione. Intanto, al Tappeiner, la piccola viene sottoposta ad un delicato intervento chirurgico per ricomporre le lesioni. Pur nella drammaticità delle circostanze, i chirurghi sottolineano un aspetto fortunato: la punta di ferro si è fermata vicinissima alla carotide, ancora pochi millimetri e la ragazzina non avrebbe avuto scampo.
La piccola paziente esce dalla sala operatoria dopo oltre tre ore, poco dopo si sveglia. Passato il primo periodo di comprensibile intontimento, è lei stessa a sciogliere il mistero e a raccontare l'accaduto, con una parlantina che fa tirare a tutti un sospiro di sollievo. Nessuna aggressione, solo lo sfortunato tentativo di scavalcare un cancello chiuso per non fare tardi al doposcuola. (gip)
© RIPRODUZIONE RISERVATA


