BOLZANO. Sì all’accordo, no all’accordo. Il Movimento 5 Stelle si conferma l’ago della bilancia a Don Bosco ed Europa-Novacella, dove la maggioranza di Spagnolli ha meno consiglieri. E ieri per buona parte della giornata è sembrata possibile una alleanza tra M5S e centrodestra per eleggere i presidenti delle due circoscrizioni. Come a Laives, dove il M5S sostiene dall’esterno il sindaco Bianchi. «Un accordo tecnico, sui programmi», hanno ribadito per tutto il giorno anche a Bolzano gli esponenti del movimento. «Sulle cose concrete si può parlare», confermava il consigliere provinciale Paul Köllensperger, «siamo lontanissimi dalla destra e dalla Lega, ma è giusto che le opposizioni si uniscano per governare due circoscrizioni». Nel tardo pomeriggio, a ridosso della seduta del consiglio di Don Bosco (Europa si riunirà la settimana prossima), tutto è tornato in discussione. «Non ci stiamo a questo mercato del pesce, vogliamo uscirne con le mani pulite», hanno spiegato al M5S. Presidenza garantita alla Svp invece a Centro-Piani-Rencio. Ieri prima seduta del consiglio per le surroghe dei consiglieri eletti anche in consiglio comunale. Il presidente verrà eletto nella prossima riunione, ma la Svp rivendica quel ruolo, forte di quattro consiglieri su undici. Presidente in pectore è Armin Widmann.

Questo era lo schema elaborato per Don Bosco ed Europa dopo riunioni e telefonate tra i consiglieri del M5S, Alessandro Urzì (Alto Adige nel cuore), Carlo Vettori (Lega) e altri esponenti del centrodestra. A Don Bosco la Lega ha presentato per la presidenza Ermelinda Bellinato. Kurt Pancheri ha infatti deciso di restare in consiglio comunale: la sua presidenza «tedesca» era stata avversata da Unitalia e Alto Adige nel cuore. A favore della consigliera leghista avrebbero votato anche gli eletti di Alto Adige nel cuore, CasaPound, Unitalia e Movimento 5 Stelle. L’alleanza sarebbe stata ripetuta a Europa-Novacella, dove sarebbe stato presentato per la presidenza il ticket di Caterina Foti (Alto Adige nel cuore) e Sabrina Bresadola (M5S): partenza con la prima, che a metà mandato avrebbe ceduto il posto alla collega. Il Movimento 5 Stelle però ci ha ripensato. Questa la ragione: il movimento ha chiesto la rotazione della presidenza anche a Don Bosco, ma la Lega si è rifiutata. «A Don Bosco abbiamo due consiglieri e gli altri ne hanno uno. Abbiamo diritto a una presidenza piena. E se il M5S non sostiene Ermelinda Bellinato a Don Bosco, salta anche l’accordo a Europa-Novacella», ha spiegato Vettori. Alle ore 20 a Don Bosco è iniziata la riunione ed è andato in scena lo stallo. Pd e Svp stanno alla finestra. Se nessun candidato raggiungerà la maggioranza, il regolamento assegna la presidenza al consigliere più votato alle elezioni. Ubaldo Bacchiega (Pd) potrebbe così vincere a tavolino. Vettori ieri ha provato a sondare la Svp: «Bacchiega non è amato. La Svp potrebbe votare per la nostra candidata». Dopo una riunione interna, il M5S ha deciso di lasciare libertà di voto ai propri consiglieri nelle circoscrizioni, in base ai programmi. Si prova a salvare l’accordo su Europa. «No alla lottizzazione. Non voteremo i candidati della maggioranza comunale. Siamo disponibili a lavorare con coloro che non sono cloni della politica consiliari», è la linea. Federico De Piccoli, il consigliere M5S a Don Bosco, ieri sera ha annunciato la sua astensione e ha lanciato questa proposta: «Diamo un segnale. Concordiamo una presidenza a rotazione annuale: 3 anni all’opposizione, 2 alla sinistra». Ma per De Piccoli è impossibile votare la Lega, «che ha ribadito il suo appoggio a Benko».