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Bolzano. Matteo salvini chiama già «sindaco» roberto zanin. poi lo supplica, «vinci al primo turno, così mi eviti un altro viaggio». il leader leghista è tornato ieri a bolzano. sul viso indossa una mascherina con i colori della città: «vinceremo e per la prima volta dopo 70 anni manderemo a casa la sinistra. zanin sarà il primo sindaco libero di bolzano. finora abbiamo giocato per partecipare, ora giochiamo per vincere». la lega ha scelto il mercato di via rovigo per il ritorno di salvini. è stato accolto con boati di gioia da 350-400 bolzanini. piazza matteotti inagibile, la lega ha montato il palco di fronte alla chiesa di regina pacis. saltata ogni regola sulle distanze, le persone si sono accalcate lungo le transenne, con le mascherine indossate o abbassate sotto il naso. sul tema, così salvini: «indosso la mascherina dove è obbligatoria, ma dobbiamo tornare a vivere». discorso, poi il rito dei selfie, oltre un’ora, prima di partire per trento. troppe persone sulla strada, alle 10.30 la questura ha chiesto alla polizia municipale di bloccare il traffico su via dalmazia per motivi di sicurezza. la strada è stata riaperta dopo due ore. nel frattempo, code su via roma e bus deviati. il pd protesta con il coordinatore cittadino sandro repetto: «per la voglia di populismo della lega è stato provocato un disagio enorme alla popolazione». ma salvini è convinto che sia iniziato il conto alla rovescia. arrivando in città si è informato. quali sono i punti deboli che caramaschi contesta a zanin? risposta: la mancanza di esperienza amministrativa. allora salvini rovescia la prospettiva: «bolzano sceglierà tra un uomo di impresa, che produce e si occupa di sport, e uno che bivacca in comune da 50 anni (prima dirigente, ora sindaco, ndr). la scelta è tra vecchio e nuovo, tra passato e futuro». zanin sale per affiancare salvini e filippo maturi. per il candidato sindaco è il primo palco politico, dopo quelli sportivi. a guardarlo c’è la madre elettra. il centrodestra ha scelto un «civico» come candidato sindaco. «è un modello che vogliamo esportare l’anno prossimo in città come milano, roma e torino. se vincete qui, mi date una mano», dice salvini. alza la voce: «dicono che se vinciamo, arrivano i razzisti, i fascisti. caro caramaschi, qui non ci sono razzisti, ma bolzanini che vogliono più sicurezza, meno traffico e meno burocrazia». sulla sicurezza arriva a dire: «mi dicono che certe ragazze si sentono a disagio a indossare la gonna in alcune zone». la promessa: «se vincerà zanin, la parola d’ordine sarà prima i bolzanini, per le case comunali e i sussidi». la svp è pronta ad allearsi con il centrodestra anche in città, dopo la provincia? salvini: «abbiamo l’ambizione di essere autosufficienti. la nostra è una campagna non ideologica. anche la sicurezza è un diritto di tutti, non ideologia». sui medici che parlano solo tedesco però arriva la bocciatura: «se mi capita qualcosa, vorrei capire cosa mi stanno dicendo». la lega in provincia aveva votato a favore della legge provinciale sulla iscrizione all’albo di germanici e austriaci. «riferisco la mia opinione», così salvini. maturi è contento: «è giovedì mattina, non pensavo che sarebbero arrivate così tante persone». da salvini lo sberleffo agli avversari: «invidio il pd, ai loro eventi sono così pochi, che si possono risparmiare tutte le preoccupazioni sulla sicurezza. più che comizi, tornei di burraco». salvini ha dormito a laives. a bolzano è arrivato con l’assessore giuliano vettorato. il modello altoatesino viene scagliato contro la ministra azzolina: «le scuole materne qui sono già iniziate, la settimana prossima riapriranno tutte le altre. senza mascherine e banchi a rotelle, con la mensa e il tempo pieno. se la ministra è incapace, copi bolzano». al momento dei selfie, tre ragazzi provano ad avvicinarlo. hanno pronti i fogli con scritto: «parlaci di dublino». la polizia li ferma e chiede i documenti. tra anziani e genitori con i bambini, c’è spazio per un selfie con ulli mair (freiheitlichen) e la deputata forzista michaela biancofiore. salvini sale in auto e riparte. il commissario maurizio bosatra si rimbocca le maniche come al solito e aiuta a smontare il palco.
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