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SAN GENESIO. Così vicina, per tutti. Per i bolzanini in cerca di ristoro in quota, ma anche per la piccola delinquenza che cerca luoghi più tranquilli e meno sotto controllo. San Genesio entra con una certa periodicità nelle cronache dei piccoli reati e questo va a intrecciarsi con una questione politica che si trascina da qualche mese: la soppressione della stazione dei carabinieri.
Dallo scorso luglio, infatti, l'Arma ha spostato gli uomini a Bolzano per una questione di affitti. Una soluzione che nelle intenzioni dovrebbe essere temporanea, ma che fatica a sbloccarsi nonostante la volontà di tutti sia quella di riportare i militari sul territorio. Il primo a mettere a fuoco la situazione era stato, nei giorni scorsi, il comandante della legione Trentino Alto Adige Massimo Mennitti: «San Genesio è molto vicina al capoluogo e può rappresentare una meta attrattiva per la piccola delinquenza che cerca di tenersi il più lontano possibile dalle caserme e dalla questura. A noi piacerebbe tornare con un presidio fisso, anche perché il rischio del ripiegamento è che dopo un certo periodo porti alla richiesta di soppressione».
A inquadrare la questione da un punto di vista tecnico è il sindaco di San Genesio Paul Romen. «Per il momento i carabinieri hanno ottemperato a una sentenza che imponeva di liberare la vecchia struttura. Parallelamente, però, sono partiti dei colloqui con il commissariato per trovare una nuova soluzione. Auspicabile sarebbe la costruzione di una caserma nuova, ma si tratta di una spesa che deve essere sostenuta dallo Stato e in questo momento si tende a risparmiare piuttosto che investire in nuove stazioni. In ogni caso siamo in contatto anche con il comandante provinciale Stefano Paolucci che è sempre stato molto disponibile e collaborativo sul tema». Ci sarebbe, però, una soluzione “civile”. «Sì, c'è un progetto, già approvato dalla commissione edilizia, che potrebbe essere utilizzato. Il problema è che per permettere a un ente provinciale (che sia Palazzo Widmann o il nostro Comune) di occuparsi della costruzione, bisogna passare per un protocollo di accordo come, per altro, ne sono stati fatti altri in passato. Lo Stato, infatti, riceverebbe la caserma a fronte di una controprestazione. Da anni, però, non si riesce ad inserire San Genesio in questo discorso, per una questione di stime e valutazioni».
Non c'è dubbio che anche l'amministrazione cittadina stenderebbe tappeti rossi ai carabinieri. «Premetto che sono comunque presenti tutti i giorni e cercano di far sentire la loro presenza, ma è evidente che un presidio stabile renderebbe più sicura l'intera comunità e faciliterebbe anche il loro compito».
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