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BOLZANO. Cento firme in poco meno di 24 ore. Levata di scudi di Maso della Pieve e di tutta la zona di San Giacomo davanti alla notizia dell’apertura di una sala scommesse: i cittadini non la vogliono.
Gli spazi per la nuova attività sono quelli al piano terra del civico 67 di via Maso della Pieve, da tempo un locale vuoto che non trova padrone. Ora le attenzioni di un’agenzia si sono fatte insistenti e l’inizio dell’attività sembra imminente.
Siamo esattamente al confine tra San Giacomo di Laives e Bolzano.
Appena saputa la notizia è stato Angelo Montali ad organizzare la petizione e scrivere il documento allegato da inviare alle istituzioni competenti. «Nel raggio di trecento metri dal locale – si legge – ci sono luoghi di culto come chiese e cimiteri, ma anche centri di aggregazione sociale. Parliamo di parchi comunali, asili, ambulatori medici e bar».
Viene fornita anche una mappa dettagliata dei punti sensibili citati.
Uno spunto che apre la strada a una serie di domande poste dai cittadini: «Come mai parte della politica altoatesina continua a fare comunicati contro il gioco d'azzardo e poi regolarmente vengono rilasciati i permessi? Perché non vengono integrate le leggi statali atte a contrastare questa piaga sociale? Come mai, per esempio, non si applica il decreto Balduzzi?».
Non mancano nemmeno le proposte.
«Tali esercizi commerciali dovrebbero essere aperti esclusivamente nelle zone produttive e la distanza dalle zone sensibili dovrebbe essere aumentata a 500 metri. La stessa presenza di bancomat dovrebbe essere considerata a rischio, senza considerare i problemi collegati alla viabilità».
Si è unito alla protesta anche il parroco di San Giacomo don Ivo Costanzi: «Certo, ci siamo uniti con una firma perché sarebbe il caso di fare qualcosa per evitare questa apertura. Purtroppo il locale che dovrebbe ospitare la sala scommesse, è un negozio che avevano chiuso e non è più stato riaperto per molto tempo. È incastrato in un condominio e anche questo, oltre alla presenza di punti sensibili vicini, è un aspetto da tenere in considerazione».
Ora la petizione sarà consegnata agli uffici competenti, anche se sembra difficile fermare l’apertura della nuova sala scommesse. Un giro d’affari che poggia quasi esclusivamente sui giochi legati allo sport e che, regolarmente, attira un discreto numero di avventori e giocatori.


