Bolzano. Nelle sale del Museo Civico di Bolzano è in corso da settembre la mostra fotografica del valdostano Stefano Torrione “AlpiMagia: riti, leggende e misteri dei popoli alpini”, promossa e organizzata dalla sezione di Bolzano del CAI e curata da Augusto Golin. Un’esposizione che ha il suo fulcro nello scenario “terrificante e magico” delle Alpi, in cui le molteplici credenze pagane si sono fuse con il Cristianesimo, dando vita a leggende e rituali. Anche se il Museo Civico è ancora chiuso a causa dell’emergenza Covid, in occasione del 6 dicembre, festa di San Nicolò, si torna a parlare di quelle figure bestiali e selvagge che sono i Krampus, immortalati da Torrione nelle loro maschere intarsiate, dagli occhi di fuoco, denti aguzzi e corna di capra. Non potendo visitare la mostra il CAI di Bolzano propone un altro formato narrativo, che permette di rivivere le atmosfere e le maschere immortalate da Torrione, al di fuori degli spazi museali. “Racconti Alpimagici”, è una breve serie di podcast pensati, disponibile all’ascolto sul canale “Franz on air” della piattaforma Spreaker.

Il primo racconto orale è appunto dedicato ai Krampus dell’arco alpino. Una modalità immersiva, per permettere di vivere anche a distanza l’esperienza multisensoriale della mostra.

Stefano Torrione con i suoi scatti immerge lo spettatore in un appassionante viaggio visivo tra suoni di campanacci e urla spaventose, tra i rituali più vitalistici e radicati che rinnovano l’antico spirito, aldilà del folclore e della riconversione turistica di questa usanza.

Quella dei Krampus è una tradizione che si sviluppa in tutta la dorsale dell’arco alpino, dove alla vigilia del 6 dicembre, la processione di San Nicolò viene accompagnata dall’impazzito dilagare di queste presenze diaboliche. La processione di San Nicolò e dei Krampus arriva ad estendersi dal contesto privato di un piccolo rito domestico fino alla manifestazione pubblica che assume sembianze e tradizioni diverse, a seconda delle aree geografiche.

A Ortisei mentre i Krampus rincorrono e graffiano i passanti con il manico delle loro fruste, San Nicolò distribuisce dolci. Altra variazione sul tema avviene a Termeno, dove il rito si conclude con un rogo al centro della piazza: qui viene bruciato un carretto carico di una piccola pira di frasche di abete. Anche in Friuli, nella Val Canale, i Krampus fanno uso delle fruste: questi si scatenano rincorrendo bambini, ragazzi, adulti e dando colpi di verga a chiunque capiti attorno a loro.

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