BOLZANO. In gergo tecnico sanitario si chiamano aggregazioni funzionali territoriali. In parole povere significano questo: più medici si mettono assieme nello stesso studio con più stanze, una a testa. Così, il servizio agli assistiti è garantito più ore al giorno ma, soprattutto, si dividono le spese per affitto e segreteria. Sarebbe l’ideale per risolvere il problema della carenza di medici di base a Don Bosco.

Sandro Rinaldi, del sindacato degli autonomi Snami Sup, avanza una proposta sensata: «Fra i tre e i quattromila residenti a Firmian, altrettanti a Casanova. L’amministrazione comunale potrebbe pensare di mettere a disposizione un paio di appartamenti con quattro stanze: tre per i medici di base, una per la segretaria. Si potrebbe generare un circolo virtuoso se lo studio fosse collocato in prossimità delle farmacie comunali. L’affitto calmierato attirerebbe i medici di base, il Comune si potrebbe rifare con gli introiti della farmacia comunale, che vedrebbe aumentare il proprio giro di affari».

Sarebbe il caso, perché i medici di famiglia volenterosi ancora esistono. «Personalmente - racconta Rinaldi - avrei voluto subentrare nello studio del dottor Cucchiara, ora andato in pensione, e collaborare con il dottor Chiomento in via Parma. Sarebbe stato interessante, anche perché Cucchiara è un “massimalista”, ossia un medico di base con il numero massimo di pazienti: 2.000. Ma non me lo sono potuto permettere: come si fa a pagare 1300 euro al mese solo di affitto, cui poi si devono aggiungere anche le spese per la segreteria? Si arriva come niente a 2500 euro al mese».

Per questo spesso è irrinunciabile, per i medici di famiglia, specie per chi è a inizio carriera o si trasferisce da altra zona, rivolgersi altrove, aprendo lo studio medico vicino alle farmacie. Rinaldi, per esempio, sta in una aggregazione funzionale in via Palermo. «Assieme a due colleghe, siamo sopra una delle due farmacie del quartiere». Vantaggio reciproco. «Paghiamo 800 euro di affitto a testa».

Lo stesso modello si potrebbe applicare per esempio a Firmian, dove in autunno aprirà la nuova farmacia comunale. Vicino a diversi edifici comunali o pubblici, come il nuovo asilo, la nuova scuola media, la nuova parrocchia, il realizzando centro anziani. Qui o lì, forse si potrebbe scovare uno spazio da adibire a poliambulatorio. Idem vicino all’altra farmacia comunale in zona, in via Resia. Idem a Casanova, dove si deve realizzare il Lotto C, che conterrà la nuova sede dell’Azienda servizi sociali. Sempre a Casanova sono previsti un nuovo asilo e un ulteriore centro anziani sul fronte di via Ortles. Possibile che non si trovi il modo per ricavarci tre o quattro stanze per attirare qualche medico giovane e intraprendente? Possibile non esista una via d’uscita?