BOLZANO. Via il direttore generale Fabi, azzerati i vertici dell’Asl unica, cancellati i quattro direttori di comprensorio. L’assessore Martha Stocker, che più volte in questi mesi ha annunciato di voler metter mano in maniera seria alla sanità altoatesina, sembra decisa a fare sul serio. Con due anni di anticipo rispetto alla scadenza del contratto (31 dicembre del 2016) ieri Andreas Fabi, direttore generale dell’Asl unica dal 2007, ha annunciato la decisione di lasciare. Motivo ufficiale del cambio che avviene “in stretto accordo tra l’assessorato e l’Azienda”: un “passaggio di consegne programmato” della più grande e complessa azienda dell’Alto Adige nel momento in cui ci si prepara a varare la riforma. La realtà però è diversa: dietro la scelta c’è la necessità, dettata innanzitutto da una drastica riduzione dei fondi, dell’assessore Stocker e del presidente della giunta Kompatscher di girare pagina, cosa che con l’attuale organizzazione non era possibile; ma c’è anche la stanchezza di Fabi, posto sotto pressione dalla politica che gli chiede di ridurre i costi, mantenendo però gli attuali servizi (vedi la bufera scatenata dalla decisione di cancellare i punti nascita di San Candido e Vipiteno); di pochi giorni fa anche la relazione della Corte dei conti sezione di controllo che bacchetta l’Asl imputandole la responsabilità di un deficit di quasi 4 milioni di euro ricorrendo all’anticipazione di cassa. Da lui negato con forza ieri: «Mai lasciato conti in rosso».

La cosa interessante a questo punto è capire cosa succede ora.

Il nuovo direttore. Già nelle prossime settimane partiranno le procedure per la nomina del successore. Ci sarà una selezione: la ricerca - almeno così ha assicurato l’assessore ed è quello che ci si augura - non sarà limitata al livello locale, visto la delicatezza e la complessità dell’incarico in un momento particolarmente difficile per la sanità altoatesina. «Dovremo procedere alla nomina del nuovo direttore generale ad aprile del 2015».

E Fabi? Resta, per ora. Ciò significa quindi che l’Asl si troverà a pagare non uno ma due contratti da 250 mila euro l’anno? «No. Fabi - ha assicurato Stocker - si sposterà in seconda fila, dove svolgerà un ruolo di coordinamento di settori chiave, in particolare le relazioni e le trattative con i sindacati, affiancando anche l’attuazione della riforma sanitaria e il nuovo team dirigenziale. Ciò comporterà anche una riduzione del suo attuale compenso». Critico il vice-segretario del sindacato dei medici ospedalieri (Anaao) Paolo Bernardi: «Non si capisce la ragione di tale scelta: quando arriva un nuovo direttore generale, il vecchio se ne va: funziona così in tutto il mondo».

L’interessato spiega così la decisione di rimanere ancora un po’. «Sarebbe da irresponsabili andarsene subito. Ogni nuovo direttore generale necessita di un certo lasso di tempo per essere pienamente operativo: resto per consentire il passaggio di consegne. Comunque il mio contratto scade a fine 2016, ma me ne andrò già ad agosto 2016».

In realtà dietro tale scelta c’ un duplice vantaggio: da una parte per la Provincia che può anticipare la nomina del nuovo direttore, assicurandogli la presenza di un “traghettatore”; dall’altra per Fabi che in questo modo può aspirare ad una ri-assunzione in ruolo con un profilo diverso, un compenso inferiore ma un trattamento pensionistico di cui in questo momento è privo. Alla fine del 2006 Fabi si era dimesso dall’Asl per assumere l’incarico di direttore generale e non essendo più dipendente, l’Azienda ha risparmiato perché da sette anni non gli deve più versare i contributi pensionistici. Inutile dire che, in tempi di tagli, la vicenda sarà oggetto di polemiche.

La fine dei comprensori. L’articolo 11 della legge 7 del 2001 prevede che l’incarico dei vertici dell’Asl unica - direttore amministrativo Cappello, sanitario Mayr, infermieristico Peer - e dei quattro direttore di comprensorio - Tait per Bolzano, Pechlaner a Merano, Gatscher a Bressanone e Amhof a Brunico - cessa entro tre mesi dalla nomina del nuovo direttore generale e può essere rinnovato. Se Cappello e Mayr potrebbero venir confermati (Peer è già in pensione e ha un contratto che va a scadenza), l’intenzione dell’assessore Stocker è quella di cancellare con una legge che verrà varata all’inizio del nuovo anno le 4 direzioni di comprensorio. «È un passaggio inevitabile se vogliamo avere davvero un’Asl unica e far sì che le decisioni prese a livello di direzione generale vengano attuate».

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