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BOLZANO. Vertice oggi ad Innsbruck tra l'assessore alla sanità Martha Stocker e il collega tirolese Bernhard Tilg. Tra i temi spiccano i servizi d'emergenza e soccorso, la struttura organizzativa degli Ospedali tirolesi (Tilak), e la colalborazione per la formazione e l'aggiornamento dei medici e la ricerca scientifica che saranno intensificati nei prossimi anni, come hanno convenuto di due responsabili politici.
L'altro argomento al centro dei colloqui è stata la futura collaborazione sulle cure prestate ai pazienti altoatesini. In base ad un accordo sottoscritto da Provincia di Bolzano e Land Tirol i pazienti provenienti dall'Alto Adige possono ottenere cure e trattamenti presso le strutture ospedaliere tirolesi. Questa convenzione è in scadenza alla fine di quest'anno e durante l'incontro si è parlato di una sua proroga.
Presso il centro di Innsbruck, una delle maggiori realtà di ospedali riuniti in Austria con cinque strutture (fra i quali quello di Innsbruck) ed una clinica per l'assistenza, l'assessora Stocker ha visitato le cliniche con la maggiore frequenza di altoatesini: le cliniche universitarie di pediatria, di ginecologia e ostetricia con la neonatologia (ogni anno vengono trattati fra i 50 ed i 60 bimbi altoatesini prematuri). Un'altra clinica universitaria di rilievo per gli altoatesini è quella per i trapianti, dove i pazienti provenienti dalla provincia di Bolzano possono essere trattati e ricevere anche organi da donatori austriaci. Come sottolinea l'assessora provinciale alla sanità Martha Stocker, i pazienti altoatesini hanno grande fiducia nella clinica universitaria di Innsbruck che grazie ai trapianti eseguiti ha potuto salvare loro la vita. Negli ultimi anni, però, come ha riferito l'assessora, il personale medico della clinica lamenta un decremento del numero dei donatori altoatesini. L'assessora ricorda, pertanto, l'importanza di donare gli organi.


