La visita

Sappe, allarme sul carcere di Bolzano tra affollamento e organici carenti

Durante la visita a Bolzano, il segretario generale Capece ha incontrato il personale del carcere. Nel penitenziario 110 detenuti su 88 posti e carenza del 24,6% di agenti. Il sindacato  chiede interventi urgenti su organici e sovraffollamento



BOLZANO. Si è conclusa la visita nel carcere di Bolzano del segretario generale del Sindacato Autonomo Polizia Penitenziaria, Donato Capece, nell’ambito di un programma nazionale dedicato alle criticità del sistema penitenziario. Al centro dell’incontro, la situazione della casa circondariale altoatesina, definita particolarmente delicata.
 

A Bolzano sono presenti 110 detenuti a fronte di 88 posti regolamentari, con un tasso di affollamento che supera ampiamente la capienza prevista. Oltre 60 sono stranieri. Sul fronte del personale, i numeri evidenziano una pressione costante sugli organici: 77 poliziotti operativi, 5 ispettori e 3 sovrintendenti, con una carenza stimata del 24,6%. «Un plauso ai Baschi Azzurri che, nonostante le croniche carenze, garantiscono la sicurezza del carcere», ha dichiarato Capece, sottolineando turni gravosi e difficoltà operative quotidiane.
 

Il sindacato evidenzia come il sovraffollamento incida sulla gestione interna, sulle attività trattamentali e sulle condizioni di lavoro del Corpo. Da qui la richiesta di interventi strutturali urgenti per rafforzare gli organici e migliorare le condizioni operative.
 

Nelle tappe precedenti, Capece ha visitato anche le strutture veneziane di Giudecca e Santa Maria Maggiore, dove si registrano 251 detenuti su 159 posti, con 142 stranieri ristretti. Tuttavia, è soprattutto la situazione di Bolzano, con organici ridotti e spazi saturi, a rappresentare un campanello d’allarme per il Triveneto. Domani, 4 marzo, il tour proseguirà all’Istituto Penale per i Minorenni di Rovigo.













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