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BOLZANO. La Sasa nell’occhio del ciclone per le nuove linee dei bus, che a molti bolzanini non piacciono. Mercoledì il presidente Stefano Pagani parteciperà a un filo diretto con i nostri lettori. Appuntamento, in diretta Facebook, mercoledì 17 gennaio alle ore 11.30. Chi avesse in serbo delle domande per Pagani, può già scrivere a bolzano@altoadige.it, tante sono già le mail arrivate in redazione. Tiziana Frega, via Hofer, ade esempio, domanda: «La soppressione della fermata dell'1 in piazza Dogana ci ha privati di un servizio prezioso e veloce per la stazione e le coincidenze con gli altri bus per l'ospedale, la zona industriale, Don Bosco, Firmian, Casanova. Adesso dobbiamo sorbirci un giro turistico di circa venti minuti. La mia è una supplica: ripristinate in piazza Dogana un servizio veloce per la stazione, magari con un "gemello" del piccolo 15! Un intero quartiere ve ne sarà grato! ». E poi Enrico Tognotti: «Chiedo che venga ripristinato l'itinerario precedente della linea 1, motivi: la fermata attuale della 12 è situato in un posto infelice, dove o l'utente del bus o un passante con carrozzina o in carrozzina o con carretto della spesa (sempre anziani o mamme con uno o più figli) vanno in mezzo alla strada se vogliono proseguire; inoltre un vecchio dell'età di 87 anni (non sono il solo) non può aspettare il bus con un ritardo normale dai 15 ai 20 minuti senza una panchina, infine l'intervallo di mezz'ora è eccessivo». E ancora Anna Schiesaro: «Da due mesi vado al lavoro in bus anziché in bici e tutti i giorni vedo cose incredibili. Due giorni fa alle ore 13.45 sale sul bus una famiglia composta da marito, moglie, un figlio di circa 12 anni più un bambino piccolo in carrozzina. La famiglia era vestita bene, con cellulari di ultima generazione e carrozzina per il piccolo molto ben attrezzata. Nessuno ha timbrato o ha fatto finta di fare un biglietto. Io che timbro regolarmente sono veramente stupida? E, come loro, chissà quanti altri si comportano allo stesso modo». Un’altra nota dolente sono gli studenti: «Sembra che non siano assolutamente in grado di distinguere un’entrata da un’uscita. Ogni giorno salgono in massa dalla porta centrale, si piazzano davanti all’uscita muniti dei loro grossi zaini e non si schiodano da lì con la conseguenza che la gente che scende deve fare le acrobazie. Di obliterare l’abbonamento non se ne parla. Se per caso c’è un posto libero si fiondano a sedere e mettono lo zaino sul sedile a fianco». La signora Vanda di San Giacomo scrive: «Vorrei sapere dal presidente Pagani se non ha intenzione di fare niente per aiutare noi anziani a salire sui bus. Gli scalini sono troppo alti. Io, ad esempio, sono costretta a chiedere aiuto all’autista o a qualche passeggero, perché da sola non ce la faccio. E ogni volta mi vergogno, mi vergogno talmente tanto che sotto le feste, pur di non disturbare nessuno, una volta ho chiamato il taxi per andare in città. E poi ci ho rinunciato, perché costa troppo, e allora mi sono chiusa in casa. Le sembra giusto? Ho 85 anni, sono vedova, sola, e sono stata costretta a passare le feste da sola, perché il predellino della Sasa è troppo alto e dal marciapiede bisogna fare una salto per me impossibile».
©RIPRODUZIONE RISERVATA.
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