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BOLZANO. «La protesta degli autisti arriva a pochi giorni dalla mia possibile conferma alla presidenza della Sasa e devo ammettere che si tratta, effettivamente, di una strana coincidenza»: Stefano Pagani vorrebbe dire il meno possibile ma ammette di non condividere la rabbia di parte del personale, che sembra essere stato aizzato ad arte da forze esterne all’azienda, sindacati compresi. «A giocare a mio favore, in questa fase, sono i risultati. I bilanci di Sasa, che ha in organico 260 autisti, sono in attivo, il parco mezzi è stato rinnovato, dai 500 mila chilometri di tagli alle corse paventati dalla Provincia siamo scesi a 200 mila e il piano industriale è stato rispettato».
In maggioranza c’è chi ha fatto intendere di non gradire più di tanto la conferma di Pagani, reo di non aver contrastato a sufficienza i diktat di Widmann sul taglio delle corse e di aver eliminato linee gradite ai pendolari solo perchè «economicamente non sostenibili e in orari non di punta». Scelte - dunque - di tipo ragionieristico che non si sposano sempre con i reali bisogni dei residenti. Con il risultato che molti sono stati costretti ad abbandonare i mezzi pubblici a vantaggio dell’auto privata. «Il fatto che solo il 9% dei bolzanini utilizzi il bus per spostarsi in città - spiega Brigitte Foppa dei Verdi - è un problema. Faccio fatica a valutare l’operato di Pagani ma a Sasa, nella commissione mobilità che presiedo, c’è chi ha rimproverato un adeguamento frettoloso alle imposizioni della Provincia. Non so, peraltro, quale fosse il reale margine di manovra della partecipata del Comune».
L’assessore Luigi Gallo sottolinea che «molte cose relative alla gestione di Sasa sono state imposte dalla Provincia», e la giunta comunale «non era e non è contenta dei tagli alle corse fatti in città». Premesso questo «Pagani ha lavorato bene e merita di restare al suo posto». Certo, «trattandosi di una partecipata del Comune dobbiamo cercare di capire, assieme al presidente di Sasa, se ci sono o meno veri motivi di malcontento del personale». Un ruolo importante lo stanno giocando i sindacati: gli autonomi ma anche Cgil e Cisl attaccano Pagani e reputano il suo operato insufficiente mentre la Uil lo difende a spada tratta. «Sul codice etico l’azienda ha accettato una modifica sostanziale - sottolinea Toni Serafini - mentre sulla ricollocazione degli inidonei diamo atto a Sasa di aver sempre trovato un’adeguata ricollocazione. Sui permessi sindacali bisogna semplicemente applicare la legge 300 e il contratto collettivo». Un dirigente Sasa, che per ovvie ragioni preferisce restare anonimo, ritiene che i turni per gli autisti non possano essere in alcun modo ritenuti massacranti. «Lavorano da sei ore e mezza a sette ore e 15 minuti. La protesta mi sembra strumentale, anche perché la maggioranza degli autisti è soddisfatta delle condizioni del lavoro. L’oggetto del contendere sono gli “inidonei”, mentre tutte le altre argomentazioni mi sembrano pretestuose. A farsi sentire sono soprattutto gli autonomi che restano una minoranza. L’attuale gestione ha fatto ciò che doveva e anche sui tagli si è dimostrata lungimirante». La partita, in giunta, si deciderà martedì. Il sindaco sembra propenso a confermare Pagani per dare continità alla gestione aziendale ma le proteste delle ultime 48 ore non giovano alla causa dell’ex assessore del Psi.
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