BOLZANO. Senza scarpe, affaticati e ricoperti di lividi: i cinquanta nuovi clandestini arrivati nella notte tra giovedì e venerdì al centro profughi di via Macello hanno un viaggio lungo alle spalle, come tutti i 7.500 sbarcati nelle ultime settimane a Lampedusa. Per non parlare dei 20 mila che stanno ancora aspettando sulle coste libiche il momento giusto per salire sul barcone e attraversare il mare. Una volta scesi dall’autobus che li ha portati a Bolzano, quasi tutti scalzi, sono stati accompagnati dagli operatori dell’associazione Volontarius e dalle infermiere della Croce Rossa nei container. Sulle maglie e i giubbotti era stato applicato ad ognuno di loro un numero di riconoscimento. Si sono diretti ai letti zoppicando. «A coordinare il loro arrivo è sempre Andrea Tremolada, coordinatore dell’area profughi e migranti di Volontarius. Insieme a lui ci sono Enrica Giannelli e Rita Sabatini. «Sono molto provati dal viaggio - spiega Tremolada -. Quasi tutti hanno detto di voler rimanere in Italia». E il gruppo arrivato due settimane fa? Sono tutti fuggiti. I quaranta profughi provenienti dall’Eritrea hanno lasciato l’ex caserma Gorio ai Piani per raggiungere con ogni probabilità la Germania, la Francia o l’Inghilterra.

«Questo gruppo è composto da uomini tra i 20 e i 30 anni dell’Africa centrale - prosegue Tremolada -. Provengono dal Gambia, Senegal, Mali e Sierra Leone». C’è un giornalista tra loro, fuggito perché perseguitato nel suo Paese d’origine. E ancora: operai, meccanici, artigiani. C’è anche Ibrahim. Ha 21 anni e parla bene l’inglese: «Lavoravo in un albergo in Gambia - racconta -. Poi mio padre e morto e ora sono io che devo occuparmi della famiglia. Per questo ho dovuto lasciare il mio Paese. Ho bisogno di guadagnare di più per sfamarli tutti. Il mio boss, il proprietario dell’albergo per il quale lavoravo mi ha aiutato. Mi ha dato un passaggio fino in Senegal. Poi ho proseguito fino in Libia». Ed è lì che quasi tutti i clandestini vengono maltrattati e picchiati. «La Libia è in mano a bande criminali - racconta un ragazzo -. Gestiscono loro i barconi. E sono sempre loro che decidono quanto si dovrà pagare per la traversata. Io ho pagato 600 euro, ma chi viene dall’Eritrea arriva a dover pagare persino il doppio. Perché? Perché non gli stanno simpatici». Nei prossimi giorni, anche loro verranno sottoposti a una serie di controlli medici. Ieri pomeriggio, il commissario della Lega Nord Alto Adige Maurizio Fugatti, insieme ad alcuni esponenti del partito, ha nuovamente manifestato davanti al centro contro l’arrivo di profughi a Bolzano.

GUARDA IL VIDEO

SUL NOSTRO SITO

WWW.ALTOADIGE.IT