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BOLZANO. Come i bambini che, quando perdono, scappano portandosi via il pallone o cercano di cambiare le regole. Dall’inchiesta della Guardia di finanza di Trento sullo scandalo dei vitalizi d’oro emerge un quadro a dir poco sorprendente. La Finanza ha scoperto che, prima della consulenza di Gottfried Tappeiner che ha portato alla quantificazione dei maxiassegni per i consiglieri regionali e gli ex, ne era stata redatta un’altra da un esperto di Trieste, Stefano Visintin, incaricato dagli uffici del Consiglio. Questo studio era giunto a quantificare assegni di molto inferiori per i politici, ovvero 10 milioni e 800 mila euro al netto dell’Irpef. E, per questo, la consulenza sarebbe stata semplicemente ignorata. Per avere un calcolo più favorevole sarebbe chiamato il professor Tappeiner, che è giunto a conclusioni molto più vantaggiose per i politici. Questo è l’aspetto più clamoroso che è emerso e ha portato a una svolta nell’inchiesta. Così, il procuratore della Repubblica di Trento Giuseppe Amato e il sostituto Carmine Russo, che coordinano le indagini, hanno iscritto sul registro degli indagati l’ex presidente del Consiglio regionale Rosa Thaler Zelger, l’ex presidente di Pensplan Centrum nonché consulente dell’ufficio di presidenza del Consiglio regionale Gottfried Tappeiner e il presidente di Pensplan Invest, società che gestisce il famoso Fondo Family con i contributi dei consiglieri regionali, Stefano Tomazzoni. Pesantissime le contestazioni. Per Rosa Thaler e Tappeiner vengono ipotizzati i reati di truffa aggravata e abuso d’ufficio in concorso tra di loro. La truffa è aggravata perché in danno del Consiglio regionale e, quindi, di un ente pubblico. All’ex presidente del Consiglio e a Tomazzoni, poi, viene contestato il reato di turbativa di gara d’appalto in concorso tra di loro. Ieri mattina uomini delle Fiamme gialle di Trento hanno perquisito la sede della Pensplan Invest a Bolzano e hanno consegnato ai tre indagati una convocazione per l’interrogatorio con l’assistenza degli avvocati.
L’abuso d’ufficio. La Procura contesta il reato di abuso d’ufficio a Rosa Thaler perché non avrebbe tenuto conto dei risultati della consulenza affidata dalla struttura amministrativa al dottor Visintin nel luglio 2012 al fine di determinare i parametri necessari al calcolo degli importi dei vitalizi e dell’attualizzazione. Gli esiti della consulenza non sono mai stati contestati dal punto di vista tecnico. Semplicemente la presidente Thaler avrebbe incaricato direttamente Tappeiner, il 15 marzo 2013, per un ulteriore parere sul tasso di sconto e sull’aspettativa di vita dei consiglieri regionali. Questa decisione sarebbe stata presa senza alcuna motivazione. Il risultato è stato che Tappeiner ha individuato parametri molto vantaggiosi per i politici. In particolare il tasso di sconto applicato dall’ex presidente del Pensplan Centrum (si è dimesso in marzo) era dello 0,81 per cento all’anno, contro un tasso individuato dal precedente consulente che andava dal 2,5 al 4 per cento. Da notare che questo tasso si applica in detrazione alla somma teorica totale che si raggiunge sommando tutti i vitalizi mensili per calcolare la somma da pagare subito ai consiglieri, quindi più è basso e meglio è per i politici. Il nuovo tasso di sconto e la nuova speranza di vita individuata da Tappeiner, superiore del 13,6 per cento rispetto ai comuni mortali, ha portato a un maggiore esborso per la Regione, ovvero 10 miliioni e 800 mila euro Secondo la Procura l’abuso è stato commesso sotto vari aspetti.
La truffa. A Rosa Thaler e a Tappeiner viene anche contestata la truffa perché attraverso l’uso di parametri del tutto fuori mercato e favorevoli ai politici per il calcolo dell’attualizzazione dei vitalizi avrebbero tratto in inganno la Regione che, avrebbe pagato assegni gonfiati ai politici.
Turbativa di gara d’appalto. Quest’accusa viene contestata a Tomazzoni e alla Thaler in merito alla gara d’appalto europea vinta da Pensplan Invest per la gestione del Fondo Family, il fondo dove sarebbero dovuti finire i soldi dei consiglieri regionali. In un primo momento per redigere il bando era stata coinvolta l’Agenzia provinciale per gli appalti, che aveva suggerito di adottare alcune misure. La Thaler, però, con la scusa di finire il lavoro entro il termine della legislatura si sarebbe fatta dare dall’ufficio di presidenza una delega che le ha permesso di estromettere l’Agenzia che, in questo modo, non era più stazione appaltante. In questo modo è stato pubblicato in fretta un bando il 4 settembre 2013 con anomalie in materia di tempi, di requisiti per i partecipanti e nel calcolo del punteggio da attribuire all’offerta tecnica. Dopo questo bando, una società che era potenzialmente interessata si è ritirata ed è rimasta solo la Pensplan Invest sgr. Così questa società rimasta senza rivali si è aggiudicata la gara il 26 novembre 2013. Ma la gara sarebbe stata pilotata.
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