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BOLZANO. Archiviata «Scelta civica con Monti», il movimento si è ribattezzato «Scelta civica per l’Alto Adige» e per la prima volta parteciperà alle elezioni provinciali. Si presentano come «forza di governo» e, se i voti saranno dalla loro parte, contano di affacciarsi direttamente in giunta provinciale. Negli ambienti della Svp danno abbastanza per scontato che «Scelta civica» potrà debuttare in consiglio provinciale e guardano con interesse. «Lo hanno detto anche a me», annuisce il coordinatore Andrea Casolari. Sono abbastanza realistici per non immaginarsi come alternativi al Pd. Ma come partner di giunta forse sì. «Un po’ di sana concorrenza giova a tutti, a noi e ai democratici», ancora Casolari.
Di una lista unica con il Pd non si è parlato. «Non ci hanno cercato e non siamo andati a cercarli», ammette Casolari. Alcuni di loro sono passati da quelle parti, come Barbara Repetto e Diego Cavagna, ma il matrimonio con il Pd è stato sciolto ormai da anni.
La lista non è ancora pronta, ma i «civici» sono già riusciti a provocare qualche sorpresa. Non nelle candidature, ma nelle «mancate» candidature. Non ci sarà ad esempio lo stesso Casolari, assessore a Merano al primo mandato. «So che tutti lo davano per scontato, ma non ci sarò», ribadisce. Il movimento «Scelta civica per l’Alto Adige» si è dato una regola: chi fa parte del comitato esecutivo non parteciperà alle elezioni. Dovrebbero quindi essere fuori dalla lista, oltre a Casolari, Barbara Repetto, Paolo Berloffa, Alberto Conci e Giuseppe Bellomo.
E non ci saranno neppure alcuni esponenti di primo piano del movimento, come Diego Cavagna, Michele Di Puppo e Dario Stablum.
I candidati di punta dovrebbero essere Alberto Stenico (ex Legacoop), Giorgio Balzarini (vicesindaco di Merano) e Nadia Mazzardis (Se non ora quando). Potrebbe rimettersi in gioco il generale a riposo Peter Paul Tarfusser, già candidato alle elezioni politiche con Scelta civica. Elio Cirimbelli (Asdi) frequenta l’ambiente e Paolo Berloffa potrebbe chiedere la deroga a candidarsi, nonostante la sua presenza attuale nel comitato esecutivo.
Riassume Casolari: «Andiamo alle elezioni con la nostra proposta, non in contrapposizione con qualcuno. Come detto, un po’ di concorrenza fa bene, altrimenti avremmo deciso di sostenere la lista del Pd, a proposito del quale notiamo la debolezza di peso nell’attuale giunta. Pensiamo a tutta la partita della scuola, in cui ormai l’assessore alla scuola tedesca sembra decidere per tutti. O, ancora più grave, l’atteggiamento del Pd sulla questione dell’energia, il problema più grave che la giunta deve affrontare: un paio di settimane fa si è tenuto l’incontro tra l’assemblea dei soci di Ae e la giunta. Giunta che era rappresentata da Durnwalder, Mussner e Theiner. Gli assessori italiani dove’erano?». Alle provinciali ci sarà un affollamento di movimenti territoriali, come Scelta civica, Team Autonomie di Elena Artioli, il movimento di Urzì e Vezzali, che verrà presentato oggi. Non saranno troppi? Impossibile fare sintesi? «La nostra lista si differenzia dalle altre, perché non propone sotto altro nome consiglieri provinciali già eletti sotto le insegne di partiti nazionali», risponde Stenico, che rivendica come un valore in più la dimensione territoriale, «i prossimi anni dell’autonomia saranno difficili e c’è l’esigenza di un movimento che rappresenti la maturazione avvenuta nel gruppo italiano, che si sente parte di questa terra. Si tratta di una elaborazione trasversale agli schieramenti politici, tolti residui estremismi, che non può essere incasellata solo in uno o l’altro partito con radici nazionali».
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