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SESTO PUSTERIA. Non sarebbe stata solo una questione di sfortuna o di fatalità. E’ questa la tesi di fondo ribadita da Procura della Repubblica (con il pubblico ministero Igor Secco) e parte civile all’avvio del processo per il tragico incidente avvenuto il primo marzo di due anni fa sulla pista da slittino «Croda Rossa» nel comprensorio sciistico di Sesto Pusteria. Alla sbarra, accusati di concorso in omicidio colposo, ci sono Mark Winkler (amministratore delegato della “Dolomiti Sextner spa” che gestisce la pista), Rudolf Egarter (direttore responsabile della sicurezza per la stessa società) e Alessio Talamini, maestro di sci di Cortina d’Ampezzo.
Come si ricorderà la vittima (Romano Campiti di 14 anni) si schiantò a velocità sostenuta contro un albero posto sul bordo della pista che quel giorno (primo marzo 2012) era ghiacciata. La vittima si trovava in vacanza in Cadore assieme alla famiglia e fu il maestro di sci Alessio Talamini ad accompagnare alcuni allievi (tra cui Romano Campiti) per una giornata di sci e slittino sulle nevi dell’Alta Pusteria.
Il giorno della tragedia il ragazzino era stato affidato dalla famiglia proprio al maestro di sci. Il gruppo di allievi del corso di sci decise di affrontare la discesa con lo slittino lungo la pista della Croda Rossa, nonostante fosse stato segnalato che il tracciato poteva risultare pericoloso in quanto in alcuni punti ghiacciato. E fu probabilmente proprio a seguito del ghiaccio che Romano Campiti ad un certo punto non riuscì più a controllare lo slittino, uscendo di pista in piena velocità, andando a schiantarsi contro un albero. Il ragazzino morì sul colpo. Quando sul posto arrivarono i primi soccorritori il giovane era già deceduto.
Nel corso della prima udienza il giudice Michele Paparella ha respinto le eccezioni difensive ed ha ammesso l’acquisizione degli atti relativi ad un altro grave incidente con lo slittino avvenuto appena dieci giorni prima nello stesso punto della pista. In quel caso Christian Capoferro, rimasto ferito, fu più fortunato e se la cavò. Un altro episodio che, secondo l’accusa, potrebbe permettere di dimostrare l’inadeguatezza della pista sotto il profilo della sicurezza. Ed i gestori, sempre secondo l’accusa, avrebbero sottovalutato la situazione.
Il processo è stato aggiornato al 4 luglio per la deposizione dei primi testi.
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