«Non veniamo ascoltati da un alleato di governo. La convivenza in questi casi è estremamente difficile». Lo ha detto il capogruppo Pdl Renato Schifani, oggi a Bolzano per la campagna elettorale per le provinciali. Schifani, accolto dal sottosegretario Michaela Biancofiore, dal coordinatore Alessandro Bertoldi e dalla capolista Elena Artioli, si è detto comunque fiducioso che «Pd accetti che la norma Severino possa essere applicata nella giusta misura e non retroattivamente».

Schifani ha sottolineato come siano «del tutto inascoltate sinora le nostre richieste di sottoporre alla Corte costituzionale l'applicabilità di una norma, che si vuole fare invece diventare retroattiva per il cittadino Silvio Berlusconi».

Le dimissioni in bianco dei parlamentari del Pdl per il capogruppo Renato Schifani sono «un gesto di grande affetto e solidarietà nei confronti del nostro leader, sottoposto, non solo a una persecuzione giuridica essendo stato 54 volte indagato e processato, ma anche in Senato da parte della giunta con ritmi forsennati per arrivare a un verdetto già preannunziato da senatori che invece dovrebbero mantenere il riserbo».

«Vedo un futuro roseo per Forza Italia - ha continuato -, con in ritorno alle origini e all'entusiasmo, con un coinvolgimento di nuove leve e dei giovani». A Bolzano, il partito alle elezioni del 27 ottobre si presenta in tandem con Lega Nord/A-Team della consigliera uscente del Carroccio, Elena Artioli. «Guardiamo - ha aggiunto Schifani - ad aprire il nostro partito e non a chiuderlo. Questa è la scommessa di Silvio Berlusconi. Dobbiamo fare in modo che le nuove generazioni credano in questo progetto», ha concluso. Foto: Luca Gallizio