BOLZANO. Se deve essere sfida, allora sia. Michaela Biancofiore presenta la lista per le elezioni provinciali, da oggi «lo squadrone azzurro», in contemporanea con il congresso della Svp. «Mica per caso». A dare la benedizione arriva da Roma Renato Schifani, presidente dei senatori di Forza Italia, ex presidente del Senato. Poche ore dopo scoppierà la crisi a Roma con le dimissioni dei ministri del Pdl. I toni di Schifani sono gia durissimi: con il Pd alleanza logorata. Più tardi la sottosegretaria dimissinaria Biancofiore commenterà: «Tutti con Berlusconi . Non potevamo accettare aumento dell'Iva». Obiettivo della lista Forza Alto Adige-Lega nord-Team A è mettere le mani sui «25 mila voti italiani che andavano a Durnwalder». Non erano 10 mila? Capolista, la mistilingue Elena Artioli. La Svp restituisce il favore. Da Merano l’Obmann Richard Theiner fa mettere a verbale: «Il nostro patto con il Pd è stata la decisione giusta che ci ha rafforzati nel Parlamento. È stata anche una decisione contro Berlusconi, perché la Svp non ha bisogno né di lui né della Biancofiore».

Schifani va subito al punto. Riempie di complimenti Michaela Biancofiore: «In Forza Italia abbiamo quasi una venerazione per il suo entusiasmo. Può apparire eccessivo, ma è spontaneo. Quando ho detto a Berlusconi che oggi sarei stato qui da Michaela ha avuto parole incredibili di affetto e riconoscenza per lei. Sei un condottiero in un territorio difficile, dobbiamo essere fieri della nostra italianità, anche nei territori di confine, con il massimo rispetto dell’autonomia. Siamo in Italia e dobbiamo difendere la nostra italianità». Come colonna sonora è stato scelto l’Inno di Mameli (lo canta anche la leghista Artioli) e quello di Berlusconi. Schifani: «Lo trattano come un bandito. Resterà il nostro leader, anche se uscirà dal Parlamento». Su Forza Italia in Alto Adige Schifani è ottimista: «Apriamoci ai giovani, vedo entusiasmo». Camicia di seta azzurra, Michaela Biancofiore procede come un panzer. Questa volta non si candida e assiste da bordo campo come allenatore. Distribuisce magliette da calcio azzurre ai candidati. Per Alessandro Bertoldi, commissario di Forza Italia-Pdl, maglia numero 6, il suo posto nella lista: «Caro Renato, ti presento Alessandro. A 18 anni è già molto famoso, a volte troppo. È il mio pupillo e anche di Berlusconi». Di Elena Artioli ricorda che uscì dalla Svp «perché si rifiutò di candidarsi come Helene Staffler». L’alleanza elettorale, rivendica, «può diventare il nostro Sammelpartei, ma uno vero»: in lista otto candidati di lingua tedesca e un ladino, militanti che provengono da Forza Italia, come Enrico Lillo e dalla tradizione di An, come Bruno Borin e Alex Janes. Elena Artioli ringrazia i sudtirolesi in lista: «Sono coraggiosi. Nei paesi li prendono in giro, gli fanno capire che non prenderanno più i contributi».

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