BOLZANO. Svp ancora troppo maschilista per introdurre un sistema avanzato come la preferenza di genere: questa l’analisi secca di Julia Unterberger (vicepresidente del consiglio provinciale) ieri sul nostro giornale. Julia Unterberger ha raccontato il fallimento, pochi mesi fa, della sua proposta di introdurre la preferenza «rosa» nella nuova legge elettorale provinciale. «Nessun uomo mi ha sostenuto nel partito», ha detto, «neppure i cosiddetti ribelli». Alla fine si voterà solo con una quota rosa di 1/3 di candidate nelle liste. La parola agli uomini Svp, che confermano: è vero, la preferenza di genere non piace. Prosegue la petizione del giornale a favore di una legge sulla preferenza di genere (le firme on-line sul sito www.altoadige.gelocal.it).

L’Obmann. Richard Theiner, l’Obmann della Svp, alle accuse di Julia Unterberger replica rivendicando la propria linea: «Sono favorevole alle quote rosa e contrario alla preferenza di genere, anche se non voglio dire che questa ipotesi non verrà mai presa in considerazione». L’obiezione di Unterberger è che le quote rosa, pure importanti, fissano una soglia minima di candidate, ma non garantiscono l’elezione. La preferenza di genere invece impone che a partire dalla doppia preferenza espressa si debba rispettare l’equilibrio di genere e quindi automaticamente aumenta il numero dell’elette. È proprio questo il punto, risponde Theiner: «Un elettore deve essere libero di votare per due uomini o due donne. Non condivido un sistema così vincolante». Precisato questo, aggiunge Theiner, «la presenza delle donne in politica è essenziale e il mio partito si è impegnato su questo con le quote rosa: c’è bisogno del loro punto di vista».

Il ribelle. Arnold Schuler è uno dei destinatari della stoccata di Julia Unterberger sui ribelli che posano le armi quando si tratta delle questioni femminili. In passato Schuler si è esposo nel partito su questi temi, dichiarandosi contrario all’ipotesi di fissare nella legge provinciale una quota rosa per la giunta di Palazzo Widmann. Anche quella proposta delle donne Svp era caduta e in legge è entrato il principio che le assessore dovranno rispecchiare la percentuale delle consigliere elette. Più donne in Consiglio, più donne in giunta. «È vero, sono contrario alla preferenza di genere. Ma non per maschilismo. Il contrario, caso mai», spiega Schuler, «Penso che le donne non abbiamo più necessità di norme così rigide: le donne di oggi hanno tutte le qualità e le possibilità di candidarsi ed essere elette. Per questo ritengo che le quote rosa siano più che sufficienti». Non sarà invece, come dice Julia Unterberger, che gli uomini stanno difendendo i propri posti. Per ogni donna in più, ci sarà un eletto in meno. «No, sarebbe come opporsi a qualcosa che avverrà comunque. È inevitabile che nei prossimi anni ci saranno più donne in politica ed è un bene per tutti. Per questo credo che non serva vincolare così strettamente gli elettori nel loro voto di preferenza».

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