MERANO. La valvola dell’impianto di irrigazione che provocò la sciagura ferroviaria della val Venosta si ruppe a seguito di un fatto «accidentale non prevedibile». E’ questa la conclusione più importante a cui è giunto il perito d’ufficio del procedimento a carico dei presunti responsabili (a titolo colposo) del disastro.

Il responso del professor Alberto Molinari (docente di metallurgia dell’Università di Trento) ha fornito (secondo alcune indiscrezioni) un assist probabilmente decisivo alla difesa. In sostanza in occasione della prossima udienza del 9 ottobre il professionista dovrebbe spiegare che la valvola dell’impianto di irrigazione incriminata era stata sì aggiustata in precedenza utilizzando del mastice ma quel tipo di intervento non avrebbe avuto alcuna relazione con il cedimento successivo che nessuno avrebbe potuto prevedere.

In sostanza la rilevante fuoriuscita di acqua dall’impianto non sarebbe da imputare ad una insufficiente manutenzione da parte degli addetti. Ovviamente il responso permetterà agli avvocati di difesa di invocare la piena assoluzione degli imputati.

Per la sciagura che nell’aprile 2010 provocò 9 morti e 28 feriti si trovano sotto processo quattro responsabili del consorzio di bonifica della valle Venosta.

Si tratta di Lothar Burger (presidente), Gottfried Niedermair (direttore), Armin Trafojer (presidente del comitato di lavoro dell'impianto) e Walter Pirhofer (operaio acquaiolo). Tutti possono tirare un grosso sospiro di sollievo anche perchè il consulente della Procura era giunto a conclusioni diametralmente opposte. L’ingegner Pietro Pasqualetto di Scorzè aveva infatti sostenuto che la valvola in questione fosse stata danneggiata dal ghiaccio formatosi nel corso dell'inverno precedente la sciagura. Questo perchè l’impianto non sarebbe stato svuotato completamente e l'acqua rimasta depositata avrebbe danneggiato gravemente una guarnizione poi riparata con del mastice rosso e con fili di canapa.

In altre parole secondo il consulente della Procura i gestori dell’impianto di irrigazione avrebbero sottovalutato gli effetti del grande freddo. La prossima udienza del 9 ottobre potrebbe dunque essere decisiva, Anche la Procura sembra intenzionata a prendere atto delle argomentazioni del perito d’ufficio che ritiene accidentale e non prevedibile quanto avvenuto.

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