MERANO. Interessante convegno sulla sclerosi multipla ieri mattina all'ospedale Tappeiner. Promosso dal primario della divisione di neurologia dottor Frediano Tezzon, vi hanno partecipato medici e studiosi del Triveneto che si sono scambiati le esperienze in merito ai nuovi sistemi di cura della malattia che è particolarmente diffusa nella nostra provincia dove «si registrano circa cento casi», dice il dottor Tezzon.

La sclerosi multipla colpisce le cellule nervose rendendo difficoltosa la comunicazione tra cervello e midollo spinale. Le cellule nervose trasmettono i segnali elettrici, definiti potenziale d'azione, attraverso lunghe fibre chiamate assoni, i quali sono ricoperti da una sostanza isolante, la guaina mielinica.

Nella malattia, le difese immunitarie del paziente attaccano e danneggiano questa guaina. Quando ciò accade, gli assoni non sono più in grado di trasmettere efficacemente i segnali. ll nome sclerosi multipla deriva dalle cicatrici (sclerosi, meglio note come placche o lesioni) che si formano nella materia bianca del midollo spinale e del cervello. Anche se il meccanismo con cui la malattia si manifesta è stato ben compreso, l'esatta eziologia è ancora sconosciuta.

Le diverse teorie propongono cause sia genetiche, sia infettive; inoltre sono state evidenziate delle correlazioni con fattori di rischio ambientali. «La malattia può manifestarsi con una vastissima gamma di sintomi neurologici e può progredire fino alla disabilità fisica e cognitiva», dice il dottor Tezzon. Che aggiunge: "La sclerosi multipla può assumere varie forme, tra cui quelle recidivanti e quelle progressive. Per fortuna la medicina ha fatto passi in avanti negli ultimi anni. Per cui la sclerosi multipla la si può curare. Il convegno qui al Tappeiner serve a scambiarsi le esperienze in materia di cura".

Alcuni trattamenti farmacologici sono disponibili per evitare nuovi attacchi e prevenire le disabilità. La prognosi è difficile da prevedere, conferma il dottor Tezzon che ricorda come «la sclerosi multipla colpisce soprattutto le persone giovani, fino ai 45 anni. Sono più le donne a rischio in una percentuale di 3 a 1 rispetto agli uomini. La sclerosi multipla comporta, quasi sempre, un grosso problema per le persone colpite ma anche per i loro familiari che devono impegnarsi al massimo per aiutare i loro congiunti colpiti. Spesso la sclerosi diventa anche invalidante ed in questo caso rappresenta un motivo ulteriore di impegno per chi deve assistere l'ammalato». Possibilità di curarla? «Vi sono - conclude il primario - dei trattamenti che stanno dimostrando la loro efficacia, come per esempio dei medicinali, anche per infusione, che danno risultati importanti per il paziente».