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BOLZANO. Siamo bravini, ma potremmo fare molto di più: così, con questa formula superclassica delle udienze scolastiche, potremmo sintetizzare la nostra performance al test Invalsi 2012. Nostra nel senso di Alto Adige. La prova dell’ “Istituto nazionale per la valutazione del sistema educativo di istruzione”(questo significa la sigla) vede infatti la nostra provincia piazzarsi appena sotto la media nazionale tranne che in matematica nel primo anno di scuola media e in seconda superiore, in entrambe le materie in terza media inferiore. Le materie erano matematica e italiano e il test è stato affrontato in due anni della scuola primaria (seconda e quinta), due delle medie (prima e terza) e una delle superiori (la seconda, dal prossimo anno anche la quinte). Ebbene, all’interno della macroregione Nordest di cui l’Alto Adige fa parte, siamo i meno bravi e soprattutto ci batte in tutte le classifiche la vicina Trento, che eccelle in matematica.
Ma come mai una scuola autonoma come la nostra, ricca di mezzi e competenze, non eccelle in queste prove ormai diffuse in tutta Europa? Lo chiediamo all’assessore competente, Christian Tommasini: «Devo ammettere che il risultato non è quello che una scuola del nostro livello dovrebbe fornire. Perché autonomia significa responsabilità».
Come spiega allora le cifre dell’Invalsi 2012? «Primo: dalla sua introduzione, abbiamo sempre dovuto fronteggiare una certa refrattarietà del corpo insegnante, una certa diffidenza. E invece si tratta di test importanti perché ci danno uno spettro completo di valutazione. Secondo: è fisiologico per la nostra scuola il fatto di partire piano, nella scuola primaria, e di accelerare nella scuola secondaria, progressivamente. E anche questo spiega perché il risultato meno brillante riscontrato sia proprio quello della scuola primaria. In terza media l’esito è già buono».
Dobbiamo accontentarci? «Assolutamente no. Ed esamineremo presto la situazione , per migliorare la preparazione mirata ai test. Vorrei però sottolineare che la scuola altoatesina italiana ha un impegno in più che è quello della seconda lingua, che richiedendo più ore ne porta via qualcuna alla preparazione di altre materia. Ma non è una scusa: se il nostro corpo insegnante è scettico è anche perché i nostri programmi non sono esattamente bilanciati su quelli nazionali, proprio per far fronte alla seconda lingua. Non solo: non dobbiamo dimenticare che era importante accelerare col Clil alle elementari, ovvero con il metodo di veicolare i contenuti, l’immersione di una volta. Insomma, qui di tedesco non si fa solo grammatica ma si veicolano dei contenuti. Sicché se uno incomincia a fare matematica in tedesco può perdere qualche cosa nella competenza specifica di quella materia. Detto questo, dobbiamo comunque migliorare nell’Invalsi, perché siamo una scuola che investe più risorse rispetto a molte regioni italiane e quindi dobbiamo pretendere risultati migliori. Esamineremo i risultati scuola per scuola, colmandone i deficit. Promesso».
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