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BOLZANO. Non più tre, ma un assessorato alla cultura e alla scuola unico. Finora la discussione si era fermata alla possibilità di unificare le tre intendenze scolastiche e gli uffici amministrativi, ma nel corso del dibattito in consiglio provinciale sul bilancio, il capogruppo della Svp Dieter Steger si è spinto oltre, arrivando a proporre l’accorpamento dei tre assessorati alla cultura e alla scuola. Che in tempi di crisi potrebbe essere una soluzione per razionalizzare, snellire la burocrazia e risparmiare, ma in una terra dove vivono tre gruppi linguistici potrebbe essere una “fusione a freddo” ad alto rischio, ovviamente per il gruppo italiano, sempre più debole numericamente e politicamente (gli italiani in consiglio provinciale alle ultime elezioni sono scesi da otto a cinque e gli assessori da due a uno).
Assessore Tommasini, non la preoccupa l’ipotesi di un assessorato unico?
«Assolutamente no. Ho parlato con Steger, mi ha detto che in realtà pensava all’unificazione degli uffici, ma anche se così non fosse, ovvero il capogruppo della Svp pensasse veramente ad un assessorato unico, ritengo che sia una sfida su cui si può ragionare e semmai rilanciare».
Ovvero?
«Noi puntiamo sul plurilinguismo, ovvero sulla capacità delle giovani generazioni di parlare due o tre lingue. Ma il vero obiettivo deve essere il multiculturalismo, che significa non solo comprendere e parlare l’altra lingua, ma anche conoscere, abitare e sentirsi parte di entrambe le culture. Senza perdere ciascuno la propria identità».
Obiettivi ambiziosi che per essere raggiunti presuppongono l’esistenza di una scuola bilingue sulla quale però c’è una chiusura totale della Svp.
«In realtà da parte della Svp, in particolare del nuovo presidente Kompatscher e dell’assessore alla scuola tedesca Achammer, ci sono importanti aperture. Ne approfitto e insisto, ad esempio, sull’opportunità di scambiarci tra scuola materna italiana e tedesca le collaboratrici che affiancano le maestre d’asilo. Anche i centri giovanili potrebbe essere in comune».
Scusi, la risposta della Svp qual è stata?
«Nel partito di raccolta e ancor di più nella società tedesca di questi temi si discute molto: non mi è stato detto di no».
Ma neanche di sì. Anzi è di questi giorni la notizia della scuola elementare di Merano che ha escluso una bimba italiana.
«Quei criteri che hanno portato all’esclusione della bambina sono però stati subito bloccati e saranno rivisti. È per questo che non c’è stato bisogno che intervenissi».
Questo comunque conferma che il cammino da fare è ancora lungo.
«Sì, ma sono ottimista, molte cose stanno cambiando in meglio».
Realisticamente nel corso di questa legislatura cosa si riuscirà ad unificare?
«È in corso una verifica di tutte le funzioni svolte dai vari uffici, per poi decidere cosa e come accorpare. C’è già qualche esempio, è il caso dei centri linguistici».
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