PHOTO
BOLZANO. Lo scheletro in cemento armato e basta. La gru immobile. Il cantiere è fermo da un decennio. La prima concessione edilizia risale al 1998. L’ultima, chiesta per la realizzazione di una scuola di sette piani con laboratori e aule per 1.180 posti, è datata luglio 2010, con inizio lavori comunicato in municipio il 13 luglio 2011. Per terminare l’edificio, da quella data c’è tempo tre anni, prorogati però di ulteriori due grazie ad un recente regolamento provinciale che prolunga la durata delle concessioni edilizie causa crisi economica. Quindi, può darsi non si finisca prima del 2015. E ciò sempre che non si chieda poi una ulteriore concessione per qualche altra destinazione.
Stiamo parlando del Dolomiti Center di via Pacinotti, pubblicizzato sui cartelloni affissi accanto alla Metro come “Centro servizi innovativi”. Cominciato dalla Habitat di Tosolini all’inizio degli anni Duemila, però mai portato a termine. Come molti altri edifici in mezza città. Causa crisi, cantieri fermi. Alla Habitat - senza sbilanciarsi sul caso specifico, riguardo al quale non si sono prese decisioni definitive - l’ingegner Domenico Frangipane si limita a un commento laconico: «Al momento gli unici per i quali valga la pena costruire sono i supermercati alimentari, le grandi catene e qualche alloggio di fascia alta. Solo lì c’è un po’ di liquidità. Per il resto, è tutto bloccato. In molti casi piange il cuore, a lasciar fermi certi edifici, ma è inutile terminarli di costruire se poi nessuno prende in affitto. E a chi vendiamo? A chi non ha soldi?».
Un totem in tal senso è proprio il Dolomiti Center accanto all’edificio che ospita Tis e Brennercom, già stoppato prima che la crisi fosse conclamata, figurarsi adesso. Secondo i progetti depositati all’ufficio edilizia del Comune, si tratta di 7 piani da destinarsi a scuola. Sulla concessione si legge: “L’edificio risulta idoneo per l’attività didattica, tipo corsi di formazione, seminari ecc”. Scartabellando le piantine si scopre quanto segue: al pianterreno laboratori/esposizione, ai piani superiori aule piccole medie e grandi e laboratori per un totale di 190 posti a piano, più aula magna, sala professori, uffici vari. In totale, 1.180 posti. L’unica a potersi permettere di acquistare era la Provincia. Era, perché pare che la festa sia finita, anche per le un tempo ricche casse altoatesine. Lo dimostra, come cartina di tornasole, la bonifica dell’area immediatamente al di là della strada rispetto allo scheletro di cemento armato del Dolomiti Center. La fabbrica chimica Dupont spenderà circa 5 milioni di euro per bonificare un’area che in teoria, a risanamento ambientale terminato, sarebbe stata acquisita dalla Provincia. La quale però, poche settimane or sono, come comunicato in una riunione fra tecnici, ha deciso (quanto meno per ora) di tirarsi indietro. Provincia che pian piano, negli anni ha liberato anche numerosi edifici e uffici, prima affittati dai privati. Frangipane chiosa: «Si sono messi a costruire loro, trasferendo tutto in via Canonico Gamper e dintorni. Così facendo, ci hanno lasciato certi ossi da morto, impossibili da ripiazzare...». E che così rimangono vuoti.


