PHOTO
BOLZANO. L’assessore provinciale alla scuola Philipp Achammer ha annunciato il via alla scuola internazionale in Alto Adige per l’autunno prossimo. Si tratterebbe di una sezione con l’inglese come lingua principale di insegnamento, da istituire in una scuola superiore tedesca. «L’accreditamento è ancora in sospeso, ma l’introduzione del modello sembra ormai cosa fatta», dice il consigliere provinciale Alex Ploner (TeamK) presentando una mozione con la quale chiede che la scuola internazionale (Ibo) sia offerta in più comprensori scolastici e per ogni grado di istruzione.
Dopo che per anni la proposta di introdurre in Alto Adige la scuola europea riconosciuta è stata respinta, l’assessore Achammer si schiera a favore della scuola internazionale, una richiesta che giunge alla politica anche dal mondo economico, per disporre di un’offerta educativa per i figli dei professionisti che arrivano dall’estero. Il concetto di Ibo prevede un’offerta formativa internazionale per l’intero percorso educativo dalle elementari alle superiori.
«Se ora la giunta vuole implementare il concetto di Ibo in Alto Adige – così Ploner – lo faccia fino in fondo. L’obiettivo della scuola internazionale è lo scambio interculturale e la formazione del pensiero critico, dalle elementari, idealmente anche dall’asilo, fino all’esame di maturità internazionale. Soprattutto in Alto Adige ci sarebbero le condizioni ideali per un’offerta formativa di questo tipo. Ma se la Svp continua a puntare sulla separazione linguistica delle scuole, questa prevista classe con orientamento internazionale in una scuola superiore di lingua tedesca sarebbe, a mio avviso, solo una foglia di fico. Pretendiamo di essere internazionali in termini di politica educativa, ma rimaniamo nella più profondo provincialismo, nel passato. Non posso credere che Assoimprenditori possa essere soddisfatta di questa misera offerta dell’assessore. O si dimostra coraggio per il nuovo percorso, o è meglio lasciar perdere».
Per creare un’offerta formativa attraente per i professionisti che arrivano dall’estero e per le famiglie altoatesine, prosegue, «bisogna ampliare le offerte aggiuntive in tutti i gradi della scuola, in particolare nell’ambito di un progetto congiunto delle sovrintendenze scolastiche tedesca, ladina e italiana. Per garantire a tutti un’offerta formativa internazionale secondo le linee guida dell’Ibo, la Provincia dovrebbe istituire in diverse sedi classi internazionali, dalla prima elementare alla maturità. La prossima settimana, in Consiglio, vedremo se l’introduzione della scuola internazionale è una trovata in vista delle elezioni o se c’è davvero la volontà di trasformare in qualche modo il nostro sistema scolastico. Oltre a una migliore formazione linguistica, bisogna ammettere e promuovere valori come l’interculturalità e il pensiero critico nella scuola».


