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BOLZANO. È terminata la settimana Sharm, la pausa forzata delle scuole. I fortunati (pochi) rientrano dai viaggi, le altre famiglie, affannate tra casa e lavoro, ringraziano le associazioni che organizzano le iniziative alternative alle lezioni e fanno il tutto esaurito. La settimana Sharm era stata imposta dall’allora assessore alla scuola tedesca Sabina Kasslatter Mur. L’assessore Christian Tommasini si oppose, ma dovette incassare. Con la nuova giunta provinciale si può riaprire il discorso? Tommasini risponde con un prudente «ni», un no che lascia spazio a un minimo spiraglio. Così Tommasini: «La settimana Sharm ormai è stata istituita. Ero contrario, continuo a sostenere le ragioni dei miei dubbi, ma non so dire quanti margini esistano per cambiare impostazione». Se una possibilità c’è, è legata all’intenzione dell’assessore alla scuola tedesca Philipp Achammer di rimettere mano al calendario scolastico. Lo conferma Tommasini: «Con Philipp Achammer ci siamo detti che si dovrà tornare a discutere di calendario scolastico. Anche nel mondo di lingua tedesca c’è fermento». Nei giorni scorsi si è fatto sentire il presidente del Consorzio dei Comuni. Incontrando l’Associazione delle famiglie, Andreas Schatzer ha parlato dell’ipotesi di tenere aperte le scuole materne tutto l’anno, per aiutare le famiglie. I fronti aperti sono diversi, informa Tommasini: «Come avevamo spiegato all’epoca delle polemiche sulla settimana Sharm, ci sono esigenze distinte tra famiglie delle città e famiglie delle zone rurali. La distinzione è questa, non tra gruppo italiano e gruppo tedesco. Ecco allora che ad esempio dalla periferia sta emergendo la richiesta delle famiglie di avere meno rientri pomeridiani per i bambini delle scuole elementari, mentre in città le famiglie tendenzialmente hanno entrambi i genitori che lavorano e la scuola a tempo prolungato viene vista come un aiuto prezioso». Sulla settimana Sharm scuola italiana e tedesca devono procedere appaiate. Per il futuro? Così Tommasini: «Ho chiesto ad Achammer che vengano riconosciute le esigenze diverse tra scuola italiana e tedesca nelle modifiche che verranno portate al calendario». È in fase di scrittura una legge omnibus sulla scuola. Lì, anticipa Tommasini, «verrà previsto un passaggio per la scuola tedesca per il riconoscimento dell’attività musicale esterna, mentre la scuola italiana sfrutta questi margini di manovra nell’orario per il potenziamento linguistico». Renate Gebhard, leader delle donne Svp, conferma: «Achammer mi ha anticipato che arriverà la seconda fase di lavoro sul calendario scolastico. Sarà un tema-chiave e noi donne intendiamo esserci». (fr.g.)
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