BOLZANO. Come è emerso ieri dal vertice fra assessorato, intendenza e presidi altoatesini, le priorità della scuola in lingua italiana per l’anno 2012/2013 sono cinque: estendere il trilinguismo anche negli istituti superiori grazie a potenziamenti e scambi, puntare maggiormente sulle competenze tecnico-scientifiche degli studenti, avviare uno sportello di coordinamento fra istituti per seguire gli alunni critici a rischio abbandono scolastico, riappropriarsi e riorganizzare il servizio orientamento allo studio (oggi gestito dall’intendenza tedesca) e infine, soprattutto, lanciare un programma comune con il sostegno del mondo dell’economia, per sistematizzare gli scambi e le interazioni fra scuola e mondo del lavoro. Il relativo protocollo d’intesa fra intendenza e associazioni di categoria, da Assoimprenditori all’Apa al Bauernbund, verrà firmato il 15 novembre prossimo, nel corso di un convegno intitolato “Scuola, lavoro, impresa”, il cui relatore di punta sarà il presidente dell’università degli studi di Trento, Innocenzo Cipolletta.

Il vertice. Si è tenuto ieri fra intendenza, assessorato provinciale e presidi di tutti gli istituti altoatesini di ogni ordine e grado. Un sunto della carne messa al fuoco viene fornito dall’assessore provinciale preposto, Christian Tommasini: «Abbiamo condiviso le priorità per l’anno scolastico appena iniziato, ma pure per il futuro prossimo». Il primo punto, come anticipato nei giorni scorsi dal nostro giornale, è stato il plurilinguismo, da ampliare e sistematizzare come percorso di routine anche alle scuole secondarie di secondo grado (già dal primo anno). «Abbiamo avviato i contatti con i presidi, ora lavoreremo assieme ai dirigenti per costruire la delibera che darà il via libera al potenziamento linguistico di tedesco e inglese, come pure agli scambi con la scuola di lingua tedesca». In secondo luogo, ieri si è posto l’accento sulle discipline di insegnamento da irrobustire. Oltre a un indispensabile focus sulle basi formative, ossia l’italiano e la matematica (su questa seconda addirittura a partire dalle scuole dell’infanzia), è emersa la necessità di puntare di più sulle materie tecnico-scientifiche. «Abbiamo bisogno di diffondere maggiormente la cultura scientifica e tecnologica. Il nostro tasso di liceizzazione è molto forte, ma occorre ridare dignità alle materie tecniche, scientifiche e tecnologiche».

L’area innovazione. Esattamente su questo versante si sta muovendo l’intendenza. «Abbiamo messo in piedi un’Area innovazione e buone pratiche, un gruppo di lavoro con le imprese, coordinato dal direttore di ripartizione Renzo Roncat. Il primo frutto della collaborazione appena avviata sarà un convegno provinciale, in cui si confronteranno scuola, imprenditori, categorie economiche». Le imprese battono molto su tre aspetti e l’intendenza ha tutta l’intenzione di andare loro incontro: «Plurilinguismo, compreso l’inglese, competenze scientifiche e tecnologiche, collaborazione stretta e regolare con le aziende».

L’orientamento mirato. In questo ambito, fondamentale sarà riappropriarsi dell’orientamento scolastico, della cui gestione oggi il mondo della scuola italiana non è soddisfatto. «In previsione della riorganizzazione amministrativa delle intendenze - conclude Tommasini - gli aspetti più didattici andati persi negli anni scorsi dovrebbero tornare in carico all’intendenza italiana. Orientare i ragazzi, in questo periodo di crisi economica, in un mondo globalizzato dove dovranno competere con ingegneri cinesi e informatici indiani, l’orientamento classico non basta più. Non dobbiamo limitarci a suggerire ai ragazzi di seguire le loro passioni. Non ha senso che in dieci scelgano di fare gli archeologi se solo uno di loro troverà lavoro».

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